Pedofilia ecclesiastica, Vaticano non responsabile (civilmente)

Pubblicato: 22 agosto 2012 in Articoli
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ImmagineLa Santa Sede «non può essere considerata come il datore di lavoro» dei sacerdoti nel mondo e dunque responsabile in sede civile per gli abusi sessuali commessi dai preti. Lo ha stabilito un giudice della Corte federale dell’Oregon, dando ragione agli avvocati del Vaticano. Il giudice Michael Mosman, della Corte di Portland era chiamato a pronunciarsi sul cosiddetto caso “John Doe vs Holy See”, reso celebre dal fatto che l’accusa, sostenuta dal battagliero avvocato di molte vittime di preti pedofili, Jeff Anderson, ha chiamato in causa per la prima volta direttamente il Vaticano come corresponsabile degli abusi in quanto «datore di lavoro» del prete pedofilo, alla stregua di una multinazionale. Come riporta l’Ansa, Mosman ha archiviato il caso di abusi compiuti negli anni ’60 dal reverendo Andrew Ronan, morto nel 1992. «Non ci sono fatti che creino un vero rapporto di lavoro tra Ronan e la Santa Sede», ha sentenziato il giudice spiegando che se avesse accolto il punto di vista del ricorrente, «allora i cattolici, ovunque, potrebbero essere considerati impiegati della Santa Sede».

In particolare, la causa aperta nel Tribunale dell’Oregon si riferisce al caso del prete di origine irlandese Andrew Ronan, su un abuso compiuto nel 1965 su un diciassettenne a Portland. In precedenza il sacerdote era già stato coinvolto in episodi analoghi in Irlanda e a Chicago. Secondo l’avvocato Anderson la Santa Sede, in qualità di «datore di lavoro», approvò il trasferimento internazionale dall’Irlanda a Chicago e poi a Portland di Ronan, rendendosi in questo modo corresponsabile degli abusi. Di parere contrario il giudice Mosnan che, per difetto di giurisdizione, chiude ora una causa che durava da dieci anni. Dai documenti (quelli della difesa pubblicati anche online l’anno scorso dal Vaticano) è emerso infatti che padre Ronan dell’Ordine dei Servi di Maria, nel corso di 15 anni, aveva abusato di altri ragazzi, a Chicago e a Benburg, in Irlanda. Ma questi episodi erano stati mantenuti segreti dall’ordine religioso e la Santa Sede era stata informata di tutto ciò soltanto nel momento in cui Ronan chiese lui stesso di essere ridotto allo stato clericale, cosa che avvenne appena dopo cinque settimane dalla domanda. I superiori del religioso avevano deciso il trasferimento – prima da Benburg a Chicago, e infine a Portland (Oregon) – senza avvertire né il responsabile locale dell’ordine né il vescovo di Portland di quanto era accaduto in precedenza. Anderson ha annunciato che ricorrerà in appello.

Fonte: Cronache Laiche

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