Pedofilia: prete arrestato in lacrime. «Ho sbagliato, non mi sono reso conto» (Ansa)

Pubblicato: 15 luglio 2012 in Notizie d'agenzia
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Un prete «bambino», nelle parole di un investigatore, che a 43 anni capisce solo quando i poliziotti vanno ad arrestarlo che baciare e palpeggiare una ragazzina di 13 anni è un fatto abnorme. Che non ci si può innamorare di una persona che ha 30 anni meno di te. «Ho sbagliato, ho sbagliato…non mi sono reso conto…» è il mantra di don Giangiacomo Ruggeri. Sconvolgente quasi quanto le accuse a suo carico, se verranno provate. Gli occhi pieni di lacrime, nessun tentativo di discolparsi, così è apparso “don server”, il prete degli scout ai tempi di internet, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Fano e portavoce del vescovo mons. Armando Trasarti, ora sospeso da ogni attività pastorale. Forse travolto da una profonda immaturità affettiva, o dal «desiderio di immedesimarsi con i giovani» che lo ha fatto restare «un po’ infantile», secondo la prof. Rosa Rita Saudelli, che a Orciano conosce bene il sacerdote-scout. O invece chissà, un adulto mosso inconsciamente dalla volontà di farsi scoprire mentre bacia la sua piccola vittima e le scopre il seno sotto un ombrellone, sulla spiaggia di Fano. Un modo per dire al mondo “ho questo problema, fate qualcosa”. Lunedì don Ruggeri comparirà davanti al Gip di Pesaro Lorena Mussoni, per l’interrogatorio di garanzia; a difenderlo, d’ufficio, un’altra donna, l’avv. Gaia Vergari. Magari spiegherà, o magari no.

L’accusa è pesante: atti sessuali su una minore di 14 anni e atti osceni in luogo pubblico, ed è suffragata dai filmati girati dagli agenti del Commissariato di Fano dopo la denuncia del titolare dello stabilimento Bagni Torrette. «Sono un padre di famiglia anche io – ha detto Marco Mandolini – non potevo lasciar passare sotto silenzio atteggiamenti come quelli di don Ruggeri, non certo consoni al suo ruolo». Trentasette anni, una notorietà di cui avrebbe fatto volentieri fatto a meno, Mandolini si è messo «nei panni dei genitori della ragazzina» e ha fatto «quello che dovevo fare». Gli resta «tanta amarezza», la stessa che devono aver provato altri bagnanti, parrocchiani del don, che hanno assistito alle effusioni del sacerdote in costume e zainetto. Gli investigatori del vice questore Silio Bozzi, che hanno sequestrato 4 pc in uso al sacerdote, cercheranno di capire se altre ragazzine abbiano subito attenzioni morbose, e pure la procura dei minori farà i suoi passi. A Orciano la gente è attonita. Come la famiglia, umile, della piccola vittima. Il padre aveva avuto una discussione accesa con Ruggeri, ma solo perché non gli piaceva che la figlia trascorresse tanto tempo in chiesa. Oggi un pensionato, uno di quelli al quale tutte quelle gite dei ragazzi al mare col prete le ha sempre guardate con sospetto, riassume il pensiero di molti: «La Chiesa dovrebbe far sposare i preti. Così anche loro capiscono cosa vuol dire avere una figlia, una famiglia».

Fonte: Ansa

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