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Strano sistema dell’informazione quello che tiene per due settimane in prima pagina su tutte le testate nazionali lo scandalo di un presunto prete pedofilo e non dedica 10 righe in cronaca a una manifestazione delle vittime della più clamorosa vicenda di abusi in un istituto cattolico che il nostro Paese abbia conosciuto. Il 21 maggio a Roma, davanti a palazzo Montecitorio, gli ex allievi dell’Istituto per sordomuti Antonio Provolo di Verona, hanno guidato la protesta organizzata dall’associazione La Colpa, contro la politica della cosiddetta “tolleranza zero” adottata dal Vaticano per affrontare la piaga che sta scavando dal di dentro la Chiesa di Roma. Un politica di pura facciata. «Bagnasco: meno lacrime più fatti» affermano le vittime interpellate in pratica solo da media stranieri. Già perché a rappresentare la stampa italiana c’erano unicamente il sottoscritto e le colleghe Alessandra Maiorino di Cronache laiche, e Silvia Amodio la fotogiornalista autrice del reportage Fuori dall’ombra. E le istituzioni? Dice, sicuramente ci sarà stato il pienone. La pedofilia è un orrendo crimine equiparabile a un omicidio (psichico), e questo è il parlamento che si erige a paladino della vita con le sue belle proposte di legge contro il testamento biologico e a favore della chiusura dei consultori o dell’obiezione di coscienza dei farmacisti che non vogliono vendere anticoncezionali. I rappresentanti delle destre avranno fatto a gara per esprimere la propria solidarietà a chi per decenni ha subito gli abusi più odiosi e vigliacchi senza poter mai ottenere giustizia. E che dire del Partito democratico, il partito della solidarietà, o dell’Italia dei valori, paladino di giustizia duro e puro? Che dire? Niente, non c’è nulla da dire perché non c’era nessuno. Nessuno che abbia avuto il coraggio di mettere la propria faccia accanto a quella segnata dal tempo e dai soprusi – ma oltremodo dignitosa – di queste persone. Tranne, ovviamente, i Radicali. I “soliti” Radicali. Sono loro ad aver messo a disposizione dei manifestanti la sede del partito per un convegno interessantissimo durato dalla mattina fino a pomeriggio inoltrato. E sono loro ad aver accompagnato i manifestanti in piazza Montecitorio a esprimere le proprie istanze. Dal segretario, Mario Staderini, a Murizio Turco. Da Maria Antonietta Farina Coscioni a Michele De Lucia (in rappresentanza anche di anticlericale.net). Prossimo appuntamento a Londra, con la grande marcia della laicità del 17 settembre 2011. Io ci sarò.

Federico Tulli

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Aprire gli archivi segreti delle curie ad una commissione d’inchiesta pubblica ed indipendente. È quanto chiedono il deputato radicale Maurizio Turco, presidente di anticlericale.net con Carlo Pontesilli, segretario e Michele De Lucia, tesoriere, ai vescovi riuniti in Vaticano per i lavori dell’assemblea Generale della Cei. I radicali hanno inviato in proposito una lettera aperta al Presidente cardinale Angelo Bagnasco: «Per lunghissimi anni avete lasciato e state lasciando i cittadini italiani, e ribadiamo e sottolineiamo: e i cattolici in particolare, in balia delle notizie di cronaca, nera e violenta. Cronaca alla quale avreste potuto e dovuto, anche nell’interesse dell’istituzione che rappresentate, opporre verità e trasparenza. Ma al popolo italiano, e a quello cattolico in particolare, avete offerto reticenza, omertà, silenzi. E quando avete parlato avete seminato sconcerto. Non per ultime le sue parole, pesanti come pietre, in relazione al caso di don Seppia, vittima anch’esso di una educazione sessuofobica. Lei ha parlato di un «dolore tanto più sconvolgente perché improvviso e inatteso, perché nulla lo faceva presagire ai nostri occhi». Se da una lato v’è ammirazione nei Suoi confronti per il coraggio nell’aver fatto quest’atto pubblico di impotenza, dall’altro v’è a dir poco sconcerto di fronte al fatto che nemmeno Lei s’è accorto di chi era quella persona che amministrava una parrocchia della Sua diocesi. Ammesso che davvero nessuno sapesse nulla visto che, come va emergendo, in passato sarebbero state fatte segnalazioni alla Curia e denunce alla polizia». «Ci auguriamo che per una volta ad accettare una esortazione sia Lei, siate Voi: aprite gli archivi segreti delle curie ad una commissione di inchiesta pubblica ed indipendente! Cerchiamo di capire cosa è successo per prendere i giusti provvedimenti ed evitare che le nostre orecchie debbano ascoltare atti di contrizione per un dolore “tanto più sconvolgente perché improvviso e inatteso”, perché nulla lo faceva presagire ai nostri occhi», conclude la lettera. (VN)