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La testimonianza di una vittima, trascritta da un’altra vittima. Lo scenario è quello del Provolo, l’istituto per sordomuti in cui si sono consumati 30 anni di abusi

Balla coi Lupi

«Guarda là! Quella finestra, che s’affaccia verso il cortile interno, un po’ stretta ma alta con un muro divisorio dove ci sono i gabinetti … non lo vedi all’interno lo sciacquone?» «Si è lì, e allora?». «È lì che dopo essere stato violentato da quel prete mi sono recato per lavarmi…» mi ha detto Gianni Bisoli dalla strada di via Antonio Rosmini, dove c’è l’Istituto Sordomuti Provolo, prima di recarci all’appuntamento del corteo. «Più sopra, vedi di nuovo quella finestra rotonda, con le inferriate?». «Si certo…» «Spesso “Lui” mi portava lì, mi chiudeva a chiave e mi costringeva a spogliarmi e dal di dietro mi violentava con foga…mi masturbava …mi sodomizzava con violenza…». «Ma com’è possibile? Tu non urlavi d’aiuto? Non riuscivi a scappare?» «Niente affatto, avevo paura anche di raccontare ai miei cari, anche se sono scappato per due volte dal collegio…». «E i genitori mi avevano riportato indietro e loro continuavano ad abusarmi di nuovo più ferocemente…». «Provengo da una famiglia povera come i miei compagni ed ex allievi, per cui di convenienza ci internavano lì…». Con lui ci capivamo abbastanza e per chiarire meglio ripetevo le domande fino alla noia, e Gianni mi rispondeva sempre bene perché non sempre i nostri gesti tra sordi coincidono come i dialetti fra lombardi e veneti. «Guarda di nuovo al secondo piano quell’ampia finestra. Lì c’è il lungo corridoio…». Mi indicava con un dito fra su un braccio teso in alto…. Mentre i miei compagni si allontanavano e scendevano le scale per recarsi in cortile per la solita ricreazione…”Lui” mi tratteneva, aveva dei ribollii in faccia… e mi portava di forza lassù fino all’abbaino, una specie di solaio…mi ci richiudeva di nuovo e come altre volte mi abusava ma più forte e più intensamente con tanto tempo a disposizione …». Ascoltandolo mi sono venuti dei geli, i brividi, e con tanta pietà per i suoi drammatici racconti…. ho pianto un po’. «Sono stato abusato da 16 persone fra sacerdoti, fratelli laici e mi avevano portato perfino nelle stanze del vescovo…..dove quello mi aveva abusato…. Ricordo che mi aveva regalato un paio di scarpe porporate…». Ma sono passati tanti anni, gli ho risposto… «Macché…quelli lì sono ancora lì in vita e agiscono indisturbati…grazie ai continui insabbiamenti dalla curia …. Si ricorda che sono stato sempre abusato da quando avevo nove anni fino ai quindici…». E così in un’assolato pomeriggio del sabato primo luglio 2011 a Verona c’è stata la seconda Giornata della Memoria delle vittime dei reati di pedofila commessi da religiosi, con un corteo formato da un lunghissimo filo partendo dallo stradone dove c’era l’Istituto Sordomuti Provolo fino al teatro dell’Arena (il Colosseo dei martiri…?). Aggrappati a quel filo con un senso di vana speranza oltre un centinaio di sordomuti del Provolo coi loro familiari si sono incamminati per le vie snodate del centro storico sotto un imponente scorta di ordine pubblico che ha dovuto bloccare in parte il traffico, e poi passanti e curiosi. A dare la solidarietà c’era il comitato de La Colpa, e quello di Survivor’s Voice Europe. Alcuni esponenti hanno parlato della sofferenza delle vittime abusate da quei preti chiedendo una dimostrazione di giustizia come sta accadendo all’estero per i casi di pedofilia. Proposte di giustizia, di chiarezza sono rimaste sulla carta … e si continua a girovagare ai quattro venti sempre con rabbia e odio nell’animo di noi sordi purtroppo incapaci di reagire in queste insormontabili barriere della comunicazione… Potenza del Vaticano…cecità dei popoli più evoluti…quale giustizia in Italia? ….cosa si preferisce il sacro o il profano…?.

NB. Gli abusi nei confronti degli ospiti del Provolo si sono protratti da metà anni 50 fino al 1984. Testimonianze come quella di Bosoli, tutte in grado di descrivere dettagliatamente la stanza del vescovo, hanno provocato lo scorso anno il blocco della procedura di beatificazione del vescovo di Verona, Giuseppe Carraro (deceduto nel 1981).