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La Corte di Cassazione ha annullato la condanna a 6 anni e mezzo per violenza sessuale su minori a don Paolo Turturro, ex parroco della chiesa Santa Lucia di Palermo, accusato di avere abusato di due ragazzini che frequentavano la sua parrocchia nel pomeriggio. Una delle contestazioni, quella più grave, è prescritta mentre è da rideterminare la condanna a sei mesi inflitta, in continuazione, per l’accusa di minore gravità. Si profila dunque un nuovo processo a carico del prete per la seconda pena. Nell’ottobre 2011 la Corte d’appello di Palermo aveva confermato la condanna a sei anni e mezzo mesi inflitta al parroco in primo grado. (Adnkronos)

«Alla sintonia, già dimostrata e praticata, con le indicazioni della Congregazione per la dottrina della fede si unisce la piena disponibilità a raccogliere i suggerimenti per verranno per servire meglio l’impegno che la Chiesa, in prima persona il Papa e la stessa Congregazione hanno manifestato contro la pedofilia». È la risposta di mons. Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, durante la conferenza stampa conclusiva del Consiglio permanente, ad una domanda che riguardava le linee guida sugli abusi nella Chiesa approvate dalla Cei la scorsa primavera. Le linee guida sono ora in fase di revisione da parte della Congregazione per la dottrina della fede e in un’intervista il promotore di giustizia vaticano, mons. Scicluna, non aveva nascosto le critiche nei confronti del testo.

«Le linee guida – ha spiegato Crociata – sono state approvate dalla Cei secondo il mandato della Congregazione della dottrina della fede e in aderenza ai documenti della Congregazione», che «si è riservata di valutare tutte le linee guida arrivate dalle Conferenze episcopali mondiali e anche le nostre». Il numero due della Cei ha anche assicurato vicinanza alle vittime di abusi, anche in casi di preti conosciuti come il portavoce del vescovo di Fano, arrestato per abusi su una minore. «L’attenzione è grande – ha detto – non solo verso i responsabili di un crimine così efferato, ma anche verso le vittime, un’attenzione che intendiamo avere sistematicamente, e non solo a parole, ma a partire da iniziative e impegni concreti». In generale, i vescovi mantengono alta «l’attenzione alle vittime, al rinnovamento della vita sacerdotale e l’impegno dell’educazione al sacerdozio», puntando «alla santità del prete e alla sua formazione permanente».  (asp/sam)

Dopo cinque anni di rimpalli imbarazzanti, il Senato ratifica all’unanimità la Convenzione di Lanzarote. Introdotti due nuovi reati: l’adescamento e l’istigazione a pratiche di pedopornografia

Il Senato approva all’unanimità, con 262 sì, la ratifica della Convenzione per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, siglata a Lanzarote nel 2007. Dopo la sesta lettura è finalmente legge. Entra nel nostro codice penale (art.414-bis) la parola pedofilia. Come ricorda corriere.it, la Convenzione di Lanzarote è stata adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 12 luglio 2007. Ancora in corso invece il processo di ratifica. Si tratta di un documento con il quale i Paesi aderenti si impegnano a rafforzare la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, adottando criteri e misure comuni sia per la prevenzione del fenomeno, sia per il perseguimento dei colpevoli e la tutela delle vittime. Gli stati aderenti si sono impegnati ad armonizzare i propri ordinamenti giuridici, modificando, quando necessario, il diritto penale nazionale. L’obiettivo è contrastare quei reati che, come la pedopornografia, sempre più spesso vengono compiuti con l’ausilio delle moderne tecnologie e sono consumati al di fuori dai confini nazionali del Paese di origine del colpevole.

Tra le novità più importanti apportate della Convenzione di Lanzarote, ci sarà l’introduzione di due nuovi reati: l’istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia e l’adescamento di minorenni. Previste pene più severe per tutta una serie di reati: dai delitti di maltrattamenti in famiglia a danno di minori ai reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati a sfondo sessuale a danno di minori. È inoltre previsto un inasprimento delle pene anche per i reati di prostituzione minorile e di pornografia minorile. Infine, non si potrà più dichiarare di non essere a conoscenza della minore età della persona offesa nel caso di commissione di uno dei delitti contro i minori.

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Articoli sullo stesso argomento:

«La pedofilia è un fenomeno che la società italiana tende ad annullare» [link]

Secondo il quotidiano “The Australian” si tratta di una stima per difetto, poiché la Chiesa locale sostiene di non essere in grado di fornire una cifra nazionale accurata

[Fonte: Globalist.it]

Nuovo scandalo per la chiesa cattolica australiana. La curia ha ricevuto almeno 1500 denunce di abusi sessuali da parte di sacerdoti, di cui circa un terzo sarebbero stati commessi su minori. A lanciare l’accusa è il quotidiano The Australian, sottolineando che il numero, rivelato in dichiarazioni da parte degli arcivescovi di Sydney e di Melbourne, è probabilmente una stima per difetto, poichè la Chiesa cattolica locale sostiene di non essere in grado di fornire una cifra accurata sul territorio nazionale.

Circa due terzi dei reclami sono stati presentati in Nuovo Galles del sud (capitale Sydney) secondo la procedura detta ‘Towards Healing’ (Verso la riconciliazione), stabilita nel 1996, e per quasi tutto il resto secondo il programma equivalente detto Melbourne Response. Molti di coloro che sisono sottoposti alle procedure dichiarano che l’esperienza li ha«nuovamente traumatizzati» o «ha rinnovato le sofferenze».Una delle vittime ha criticato la mancanza di indipendenza,poichè i reclamanti sono stati «reintrodotti allo stessoambiente patito nell’infanzia». Una donna le cui due figliesubirono abusi da un prete ha descritto l’esperienza come«altamente ingiuriosa» e «un trauma che si poteva evitare»,mentre una donna sessualmente aggredita da adulta dal suoparroco si è detta «gravemente traumatizzata» dalla rispostadella Chiesa. Un portavoce del cardinale George Pell, arcivescovo di Sydney e in precedenza di Melbourne, haassicurato che «la gran maggioranza delle persone hanno accolto con favore l’approccio di Towards Healing.

Un prete «bambino», nelle parole di un investigatore, che a 43 anni capisce solo quando i poliziotti vanno ad arrestarlo che baciare e palpeggiare una ragazzina di 13 anni è un fatto abnorme. Che non ci si può innamorare di una persona che ha 30 anni meno di te. «Ho sbagliato, ho sbagliato…non mi sono reso conto…» è il mantra di don Giangiacomo Ruggeri. Sconvolgente quasi quanto le accuse a suo carico, se verranno provate. Gli occhi pieni di lacrime, nessun tentativo di discolparsi, così è apparso “don server”, il prete degli scout ai tempi di internet, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Fano e portavoce del vescovo mons. Armando Trasarti, ora sospeso da ogni attività pastorale. Forse travolto da una profonda immaturità affettiva, o dal «desiderio di immedesimarsi con i giovani» che lo ha fatto restare «un po’ infantile», secondo la prof. Rosa Rita Saudelli, che a Orciano conosce bene il sacerdote-scout. O invece chissà, un adulto mosso inconsciamente dalla volontà di farsi scoprire mentre bacia la sua piccola vittima e le scopre il seno sotto un ombrellone, sulla spiaggia di Fano. Un modo per dire al mondo “ho questo problema, fate qualcosa”. Lunedì don Ruggeri comparirà davanti al Gip di Pesaro Lorena Mussoni, per l’interrogatorio di garanzia; a difenderlo, d’ufficio, un’altra donna, l’avv. Gaia Vergari. Magari spiegherà, o magari no.

L’accusa è pesante: atti sessuali su una minore di 14 anni e atti osceni in luogo pubblico, ed è suffragata dai filmati girati dagli agenti del Commissariato di Fano dopo la denuncia del titolare dello stabilimento Bagni Torrette. «Sono un padre di famiglia anche io – ha detto Marco Mandolini – non potevo lasciar passare sotto silenzio atteggiamenti come quelli di don Ruggeri, non certo consoni al suo ruolo». Trentasette anni, una notorietà di cui avrebbe fatto volentieri fatto a meno, Mandolini si è messo «nei panni dei genitori della ragazzina» e ha fatto «quello che dovevo fare». Gli resta «tanta amarezza», la stessa che devono aver provato altri bagnanti, parrocchiani del don, che hanno assistito alle effusioni del sacerdote in costume e zainetto. Gli investigatori del vice questore Silio Bozzi, che hanno sequestrato 4 pc in uso al sacerdote, cercheranno di capire se altre ragazzine abbiano subito attenzioni morbose, e pure la procura dei minori farà i suoi passi. A Orciano la gente è attonita. Come la famiglia, umile, della piccola vittima. Il padre aveva avuto una discussione accesa con Ruggeri, ma solo perché non gli piaceva che la figlia trascorresse tanto tempo in chiesa. Oggi un pensionato, uno di quelli al quale tutte quelle gite dei ragazzi al mare col prete le ha sempre guardate con sospetto, riassume il pensiero di molti: «La Chiesa dovrebbe far sposare i preti. Così anche loro capiscono cosa vuol dire avere una figlia, una famiglia».

Fonte: Ansa

L’ex frate francescano Robert Van Handel

Ex prete pedofilo rivela nelle sue “memorie” come ha molestato giovani vittime. Il racconto è unico nel suo genere perché per la prima volta, attraverso la terapia psichiatrica, viene messa a nudo la mente travagliata di un religioso pedofilo. Protagonista della storia Robert Van Handel, un francescano spretato accusato di aver molestato almeno 17 ragazzi, tra cui il nipote di cinque anni, che facevano parte del coro della sua chiesa nonché studenti del seminario dove insegnava. Il racconto di 27 pagine dell’ex francescano è stato scritto tra il 1993 e 1994 mentre era in terapia al Pacific Treatment Associates a Santa Cruz in California ed è avvalorato da lettere, interviste alle vittime e atti giudiziari. «La maggior parte dei casi che vengono fuori dalle aule dei tribunali – ha

spiegato l’avvocato Jeffrey Anderson – accenna solo all’esistenza di storie “sessuali”. Questo dell’ex prete è unico perché va dentro la mente del molestatore». La storia di Van Handel è stata rivelata nell’ambito di un accordo da 28 milioni di dollari tra i francescani e sei vittime di abusi da parte di ecclesiastici. Le vittime hanno chiesto che fossero svelati i documenti tenuti nascosti dall’ordine. Nel suo resoconto Van Handel, lui stesso vittima di un prete pedofilo quando aveva 15 anni, parla di come le sue paure della pubertà e le sue repressioni “sessuali” abbiano contribuito a farlo diventare un pedofilo di serie. (COR-CAP)

Il Senato approva quasi all’unanimità, con un solo voto contrario, la ratifica della Convenzione per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale siglata a Lanzarote il 25 ottobre 2007. Il provvedimento, in quarta lettura è stato ancora modificato e torna di nuovo alla Camera. Si tratta di un iter lungo, cominciato alla fine del 2009, di un ddl che introduce, nel nostro codice penale (con l’articolo 414-bis) la parola pedofilia. (SES)

«La ratifica della Convenzione di Lanzarote è stata finalmente calendarizzata dal Senato. Auspichiamo che ci sia una rapida ratifica». Lo ha annunciato il ministro del Lavoro e delegato alle Pari opportunità, Elsa Fornero, nel corso di un convegno in occasione delle celebrazioni della IV Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia. Il ddl di ratifica della Convenzione – che prevede l’inasprimento delle pene per i reati di pedofilia e pedopornografia, il trattamento psico-terapeutico per i pedofili, l’ampliamento dei reati sessuali e anche i nuovi reati di pedofilia e pedopornografia culturale e di grooming, cioè di adescamento via Internet – che giaceva da mesi in Senato, arriverà in Aula dal 15 maggio. «Il contrasto alla pedofilia – spiega Fornero – deve cominciare con l’educazione al rispetto degli altri, che va recuperata nelle scuola, in famiglia e in tutti gli ambiti. Occorre tenere gli occhi ben aperti – conclude il ministro – perché queste cose sono diffuse, magari anche tra persone che conosciamo». (ceg/sam/alf Asca)

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E’ la terza volta che la legge di ratifica della Convenzione di Lanzarote rientra in Senato dal 2008. Sarà la volta buona? (FT)

Per approfondire, leggi l’articolo del 4 maggio 2012:

«La pedofilia è un fenomeno che la società italiana tende ad annullare»

Don Riccardo Seppia nel 2011

Era stata un’inchiesta della procura di Milano sull’uso di dopanti e droghe in palestre e discoteche del capoluogo lombardo a portare in carcere, il 13 maggio 2011, don Riccardo Seppia, il parroco genovese condannato oggi a nove anni e sei mesi per violenza sessuale su minore e cessione di droga. I carabinieri del Nas controllando le intercettazioni si erano imbattuti nel sacerdote e ne era nato un nuovo filone d’indagine. La prima ordinanza che aveva mandato in carcere il parroco per violenza sessuale su minore e cessione di stupefacente era stata emessa del gip di Milano Maria Vicidomini. Pochi giorni dopo, con il passaggio dell’inchiesta a Genova, era seguita l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip genovese Annalisa Giacalone per tentata violenza sessuale, cessione di stupefacente, induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico, accusa, quest’ultima per la quale il gup oggi lo ha però assolto. A mettere nei guai don Seppia erano state le sue relazioni con pusher del capoluogo lombardo, dove frequentava luoghi di appuntamenti gay, come la discoteca Illumined. Insieme alle richieste di droga gli investigatori avevano captato dichiarazioni che riguardavano i minori. In una conversazione don Seppia riferiva all’amico Emanuele Alfano, ex seminarista, anche lui indagato e in carcere, di avere baciato un chierichetto sedicenne. Il ragazzo aveva poi smentito che il bacio fosse avvenuto, Per quanto riguarda il chierichetto, risulta che don Seppia gli abbia telefonato piu’ volte e lo abbia raggiunto con messaggi, invitandolo a venire in parrocchia invece che ad andare a scuola. Si parla anche di ”pacche sul sedere”, ”carezza a una gamba”, ”abbracci”. I messaggi, diretti a maggiorenni, e conditi di bestemmie, sono impressionanti: tra i piu’ soft, quelli in cui si dice di volere ”avere dei ragazzini”, e poi, ”organizziamo orgia da me?”, ”conosci ragazzini”? ”ho voglia di porcate estreme”, ”hai trovato bambino”?. Secondo il legale di don Seppia, l’avvocato Paolo Bonanni spesso il parroco inviava messaggi a piu’ soggetti in completo stato di eccitazione derivante dall’assunzione di stupefacenti, senza probabilmente rendersi conto di cio’ che stesse scrivendo o facendo. Il sacerdote, in preda all’eccitazione sessuale e per il consumo di sostanze, iniziava a inviare messaggi e ad effettuare telefonate dal contenuto pornografico e blasfemo.

La vicenda di don Seppia ha segnato una svolta nel modo in cui la Chiesa affronta scandali come questi. Accusata in passato di scarsa trasparenza e di riluttanza ad ammettere i fatti, la gerarchia ecclesiastica in questa occasione stata fulminea. Il sacerdote e’ finito in carcere il 13 maggio, un venerdi’. La notizia e’ stata appresa sabato. Il giorno stesso l’arcivescovo di Genova (e presidente della Cei), cardinale Angelo Bagnasco, ha sospeso il parroco ed e’ andato nella sua chiesa, quella dello Spirito Santo, in via Calda, a Genova – Sestri Ponente, a celebrare la messa al suo posto. Nell’omelia, dicendo che la notizia era stata ”un fulmine a ciel sereno” e di essere venuto ”a condividere lo sgomento e il dolore del cuore, insieme alla vergogna e alla totale disapprovazione se le gravi accuse risultassero confermate” il cardinale aveva espresso ”sconcerto e dolore per la gravita’ dell’accaduto”, ”piena fiducia nell’operato della magistratura, fraterna vicinanza alle eventuali vittime e ai familiari, rinnovata solidarieta’ alla Comunita’ cristiana cosi’ dolorosamente provata.”

Fonte: Adnkronos

Sono 683 le denunce credibili di abuso ricevute dalla Chiesa cattolica statunitense nel corso del 2011. Il 68% degli abusi su minori denunciati sono relativi a fatti accaduti tra il 1960 e il 1984, in maggioranza tra il 1975-1979. Solo il 3% delle denunce del 2011 (21 casi) riguarda persone che sono ancora minori: 7 sono state dichiarate credibili dalle forze dell’ordine, 3 sono state considerate falsi, le altre hanno confini piu’ indefiniti o sono difficili da accertare. È quanto emerge dalla Relazione annuale 2011 sull’attuazione della ”Carta per la protezione dei bambini e dei giovani” che le diocesi americane sono invitate a rispettare. Ne da’ notizia la Conferenza episcopale degli Stati Uniti, evidenziando che ”quasi tutte le diocesi del Paese hanno rispettato i 17 punti della Carta”. Mancano all’appello le diocesi di Baker, Oregon, e Lincoln, Nebraska e sei eparchie di rito orientale, ”che si sono rifiutate di partecipare alle verifiche, quindi risultano non conformi” alle regole. Dal rapporto – riferisce l’agenzia Sir – risulta che i costi per gestire la crisi sono generalmente diminuiti, rispetto all’anno precedente, ma sono aumentate le spese legali. I costi totali nel 2010 per terapie, sostegno alle vittime, ecc. sono stati di 124 milioni di dollari nel 2010.

Nel 2011 sono scesi a 109 milioni di dollari. Diocesi e congregazioni religiose insieme hanno speso 150 milioni di dollari nel 2010, 144 milioni di dollari nel 2011. Tra i preti accusati in passato di abusi sui minori, 253 sono morti, 58 sono stati ridotti allo stato laicale, 281 erano gia’ stati rimossi sulla base di precedenti accuse.

”Anche se il rapporto evidenzia che la maggior parte delle accuse riguarda il passato – ha affermato il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York e presidente della Conferenza episcopale Usa – la Chiesa deve continuare a vigilare. Dobbiamo fare il possibile perche’ questi abusi non accadano più. Continueremo a lavorare per una piena guarigione e riconciliazione con le vittime”.

asp/gc