Chiesa e pedofilia, Stati Uniti: nel 2011 denunciati 683 casi, solo 3% recenti (Asca)

Pubblicato: 12 aprile 2012 in Notizie d'agenzia
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Sono 683 le denunce credibili di abuso ricevute dalla Chiesa cattolica statunitense nel corso del 2011. Il 68% degli abusi su minori denunciati sono relativi a fatti accaduti tra il 1960 e il 1984, in maggioranza tra il 1975-1979. Solo il 3% delle denunce del 2011 (21 casi) riguarda persone che sono ancora minori: 7 sono state dichiarate credibili dalle forze dell’ordine, 3 sono state considerate falsi, le altre hanno confini piu’ indefiniti o sono difficili da accertare. È quanto emerge dalla Relazione annuale 2011 sull’attuazione della ”Carta per la protezione dei bambini e dei giovani” che le diocesi americane sono invitate a rispettare. Ne da’ notizia la Conferenza episcopale degli Stati Uniti, evidenziando che ”quasi tutte le diocesi del Paese hanno rispettato i 17 punti della Carta”. Mancano all’appello le diocesi di Baker, Oregon, e Lincoln, Nebraska e sei eparchie di rito orientale, ”che si sono rifiutate di partecipare alle verifiche, quindi risultano non conformi” alle regole. Dal rapporto – riferisce l’agenzia Sir – risulta che i costi per gestire la crisi sono generalmente diminuiti, rispetto all’anno precedente, ma sono aumentate le spese legali. I costi totali nel 2010 per terapie, sostegno alle vittime, ecc. sono stati di 124 milioni di dollari nel 2010.

Nel 2011 sono scesi a 109 milioni di dollari. Diocesi e congregazioni religiose insieme hanno speso 150 milioni di dollari nel 2010, 144 milioni di dollari nel 2011. Tra i preti accusati in passato di abusi sui minori, 253 sono morti, 58 sono stati ridotti allo stato laicale, 281 erano gia’ stati rimossi sulla base di precedenti accuse.

”Anche se il rapporto evidenzia che la maggior parte delle accuse riguarda il passato – ha affermato il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York e presidente della Conferenza episcopale Usa – la Chiesa deve continuare a vigilare. Dobbiamo fare il possibile perche’ questi abusi non accadano più. Continueremo a lavorare per una piena guarigione e riconciliazione con le vittime”.

asp/gc

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