Como: Violenze in oratorio, almeno quattro i casi (Corriere della sera)

Pubblicato: 16 marzo 2012 in Varie
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Don Marco Mangiacasale

Nuove accuse contro l’ex parroco arrestato dieci giorni fa; il giudice nega i domiciliari in un convento. L’editoriale del vicario: «Stiamo vicini alle parrocchie e alla Chiesa colpita nei suoi affetti»

COMO – Almeno quattro ragazze, tutte minorenni, hanno subito violenze sessuali da don Marco Mangiacasale, 48 anni, l’ex parroco di San Giuliano ed economo della Curia arrestato il 7 marzo. Alla luce delle nuove denunce l’inchiesta si allarga, e nei prossimi giorni saranno sentite dalla Procura le amiche delle giovanissime che hanno denunciato il sacerdote.

Il pm Simona De Salvo giovedì ha espresso parere negativo sulla richiesta di arresti domiciliari presentata dai legali del sacerdote. Don Marco vorrebbe essere trasferito dal carcere del Bassone in una struttura ecclesiastica fuori Como, dove chiede di poter avviare un percorso di recupero. Tra le possibili destinazioni, un monastero di clausura in Piemonte. L’ultima parola ora spetta al gip Maria Luisa Lo Gatto, che lunedì ha raccolto la confessione del prete. Don Mangiacasale ha chiesto scusa. Le nuove denunce aggravano però la posizione del sacerdote, accusato di violenza sessuale continuata. Secondo quanto trapelato nelle scorse ore, sembra che le ragazzine coinvolte nella vicenda non sapessero della relazione delle amiche con il sacerdote. Si fa strada dunque l’ipotesi che altre giovani parrocchiane abbiano subito attenzioni morbose e abusi dall’ex parroco. Nei prossimi giorni saranno dunque convocate in Procura altre coetanee delle vittime che frequentavano l’oratorio.

Dieci giorni dopo l’arresto di don Marco parla intanto il vicario episcopale monsignor Angelo Riva. «Ci siamo scoperti umiliati e uniti – dice rivolgendosi ai fedeli nell’editoriale del “Settimanale della Diocesi” in uscita oggi. – Umiliati perché traditi nella fiducia, colpiti da dove non te lo aspetti. Quanti sguardi smarriti ci è capitato di incrociare. Non solo di preti, ma di gente comune, parrocchiani buoni, dalla fede semplice e scossa». «Stiamo vicini alle comunità parrocchiali – aggiunge il vicario episcopale. – Stiamo vicini a don Marco e più ancora a tutte le vittime di questa vicenda e alla Chiesa tutta, colpita nei suoi affetti più cari».

Anna Campaniello (corriere.it)

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