Archivio per gennaio, 2012

La stesura delle linea guida della Conferenza episcopale italiana sugli abusi sessuali su minori commessi dai preti «si avviano alla fase di definizione e pubblicazione»: lo ha reso noto mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, rispondendo alle domande dei giornalisti al termine della riunione del Consiglio Permanente dei vescovi.

Le linee guida Cei sono state passate due volte al vaglio del ‘parlamentino’ dei vescovi, lo scorso settembre e questa settimana, e verranno sottoposte all’approvazione di tutti i vescovi all’assemblea generale del prossimo maggio. La doppia lettura delle norme, ha spiegato mons. Crociata, ha permesso una «attenzione accurata ai particolari» e i tempi si sono allungati «non per difficoltà» ma per una «esigenza di condivisione».

Quanto alla collaborazione con le autorità, le linee guida vaticane per le Conferenze Episcopali prescrivono di operare «nel rispetto e nei limiti delle legislazioni nazionali». In Italia, ha aggiunto mons. Crociata, «non è prevista denuncia attiva: questo non limita la collaborazione, esprime una modalità circoscritta dalla legislazione specifica, ma consente una completa collaborazione con l’autorità civile. Questo è il punto da tenere: la volontà di collaborazione perché la verità sia accertata».

«L’impegno dei vescovi», ha spiegato, è «volto a controllare questo ambito in modo da assicurare attenzione dovuta alle vittime degli abusi, doverosa e sentita, e una cura della formazione sia di base dei seminaristi sia permanente dei presbiteri, per assicurare di affrontare questa materia in modo da escludere nella maniera più determinata ogni possibile abuso per quanto è nelle possibilità dei vescovi e della Chiesa».
(asp/gc)

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"Cardinal Sin", l'opera di Banksy esposta al museo di Liverpool denuncia gli scandali della pedofilia nel clero cattolico

A statue by urban artist Banksy that appears to be making a statement about abuse in the Catholic church has been unveiled at the Walker Art Gallery in Liverpool.
The 18th century replica stone bust – Cardinal Sin – has had its face sawn off and replaced with tiles to create a pixellated effect, giving a sense of a scandal.

The statue, which is on indefinite loan to the gallery, is thought to be a comment on the alleged abuse scandal in the Catholic church and its subsequent cover-up.
In a statement, the artist said: “I love everything about the Walker Gallery – the Old Masters, the contemporary art, the rude girl in the cafe. And when I found out Mr Walker built it with beer money it became my favourite gallery. The statue? I guess you could call it a Christmas present. At this time of the year, it’s easy to forget the true meaning of Christianity – the lies, the corruption, the abuse.”
Perhaps controversially, the statue is on show in one of the 17th century Old Master galleries, home to many religious works and sculptures. Belgian artist Rubens’ The Virgin and Child with St Elizabeth and the Child Baptist is the most well-known piece in the gallery. Reyahn King, Director of Art Galleries at National Museums Liverpool, said Banksy had asked that his sculpture was shown specifically in the gallery’s period collection.
She added: “We were very happy to oblige. We are thrilled to display the work of this major contemporary artist. It is a huge coup and we’re sure his work will spark a reaction with visitors.” The unveiling comes just days after another apparent Banksy piece was discovered in Liverpool.
A bi-plane trailed by a chain of smoke was found on a wall in a car park on Rumford Street.
Banksy also has another piece on display in Liverpool – a giant rat was painted on the exterior of the Whitehouse Pub on Berry Street in 2004. The sculpture is only the second of Banksy’s works to be shown in a gallery after an exhibition of his work in the Bristol Museum and Art Gallery two years ago.

The Guardian

Cosa hanno in comune i gerarchi della Chiesa cattolica, Freud e Foucault? Un'”idea” talmente perversa e insensata della realtà umana, che legittima la pedofilia. Su Cronache Laiche ecco la tesi dello psichiatra Masini intervenuto a un coraggioso convegno sul tema

Federico Tulli

Nell’applicare una tecnica di disinformazione piuttosto ricorrente tra i gerarchi della Chiesa cattolica romana, il vescovo emerito di Grosseto, Giacomo Babini, è stato senza dubbio uno dei più espliciti negatori di una storia criminale che ha radici antiche: la violenza pedofila. Per farlo, il 9 aprile 2010, scelse un blog noto per ospitare e rilanciare le idee di personaggi che non disdegnano ancora oggi i princìpi della Chiesa preconciliare. Secondo il presule, dietro le decine di migliaia di casi di abusi compiuti da uomini di Chiesa che tra il 2009 e il 2010 hanno travolto decine di diocesi cattoliche in tutto il mondo non c’è altro che un piano congegnato da diaboliche menti «nemiche dei cristiani e del cristianesimo». E chi sarebbero costoro? Risposta scontata: «I nemici di sempre del cattolicesimo, ovvero massoni ed ebrei». Da comunicatore esperto, il vescovo ha poi smentito di aver detto queste cose. Ma il titolare del blog, Bruno Volpe, ha assicurato di avere la registrazione dell’intervista nella quale, tra l’altro, l’uomo di Chiesa osserva: «L’Olocausto fu una vergogna per l’intera umanità ma adesso occorre guardare senza retorica e con occhi attenti. Non crediate che Hitler fosse solo pazzo. La verità è che il furore criminale nazista si scatenò per gli eccessi e le malversazioni economiche degli ebrei che strozzarono l’economia tedesca». Come dire, sono stati gli stessi ebrei a provocare lo sterminio che fu a un passo dall’annientarli: se la sono cercata. Pronunciate o no da Babini, le sue frasi ricalcano sia l’idea negazionista dei presuli tradizionalisti seguaci del cardinal Lefebvre (scomunicati nel 1988 e riabilitati da papa Ratzinger nel gennaio del 2010), sia quella che ispirò i gerarchi nazisti che nel 1941 pianificarono la “soluzione finale”. Negazionismo: le vittime diventano colpevoli. Dopo l’eliminazione fisica, deve scomparire il concetto stesso di vittima. C’è in questo pensiero un inquietante nesso con quello che traccia la lunga storia delle violenze su bambini e adolescenti da parte di uomini e donne di Chiesa. Una storia millenaria di abusi pedofili e di giustificazione dei colpevoli.

Conferme (agghiaccianti) viengono dalla Spagna. Quando il tema della pedofilia clericale ricomincia a spuntare sulle prime pagine dei giornali iberici, puntualmente vengono riproposte e commentate le frasi del pari grado di Babini a Tenerife, Bernardo Alvarez. Costui in una tristemente famosa intervista del dicembre del 2007 rilanciata in questi giorni su El Pais, disquisisce di sessualità umana e quant’altro non si sa bene a che titolo. Dice testualmente Alvarez: «La sessualità disorganizzata [che nella mente… disorganizzata… del vescovo di Tenerife sono indistintamente la pedofilia e l’omosessualità, ndr] è come una bomba a orologeria. Se viene provocata scoppia». E poi ancora: «Ci sono bambini di 13 anni che ti provocano, anche se tu non ti prendi cura di loro». Perché lo fanno? «Per avere rapporti sessuali con gli adulti». Ovvio, no? No. C’è qui l’idea, violentissima, del “bambino seduttore” direttamente mutuata dal quella cristiana che l’essere umano sia per natura (ovvero per nascita) peccatore. E quella altrettanto violenta – perché anch’essa priva del tutto di rapporto con la realtà umana – di una sessualità sviluppata già in età preadolescenziale. Curiosamente, formulando questo assurdo pensiero (che non tiene nemmeno conto del mero fatto biologico: come si può parlare di sessualità se non c’è il completo sviluppo degli organi genitali?), i gerarchi vaticani si ritrovano in compagnia di personaggi appartenenti a una sponda culturale diametralmente opposta alla loro. O almeno così è secondo un pensare comune e forse poco attento.

Il filosofo Michel Foucault

La concezione di peccato originale, l’idea del bambino peccatore per natura, quindi diabolico, che attraversa venti secoli saldandosi con l’idea platonica del bimbo tavoletta di cera da plasmare per renderlo umano, non ha influenzato profondamente solo la cultura cristiana. Dice lo psichiatra Andrea Masini durante un convegno che si è tenuto all’Università di Chieti Gabriele d’Annunzio nel maggio del 2010, dal titolo “La pedofilia tra psichiatria e diritto”: «Chi nell’epoca moderna ci ripropone questo pensiero è Sigmund Freud. Considerato a torto un grande pensatore della psicologia moderna, l’inventore della psicoanalisi sul tema della pedofilia, come su molti altri, fece una grande confusione. Alimentando il dramma, propone la definizione, rimasta storica, che il bambino è polimorfo perverso. Secondo Freud, il bambino normale, il bambino sano, il neonato (quindi tutti i bambini) è invece perverso per costituzione, per patrimonio genetico. E nella definizione che usa c’è la parola “perverso” che è la stessa con cui ancora oggi si caratterizza la pedofilia. Freud ripropone dunque l’idea millenaria, ammantandola di implicazioni patologiche, che soltanto con la ragione, con il raggiungimento dei sette-otto anni, l’essere umano impara a controllare i suoi “istinti” che sono naturalmente perversi» (cfr Chiesa e pedofilia di F. Tulli, L’Asino d’oro 2010).

Questo dramma culturale originato da Freud viene riproposto durante il Sessantotto dal filosofo francese Michael Foucault quando sostiene che il bambino è un seduttore, nel senso che provoca, cerca, ricerca il rapporto sessuale con l’adulto (Follia e psichiatria di Michel Foucault, Raffaello Cortina Editore 2006). Nota ancora lo psichiatra Masini: «È Freud a teorizzare la sessualità nell’infanzia. Ma questo, che è una specie di dogma tuttora presente, è un obbrobrio culturale, scientifico, intellettuale, morale e anche penale. Il bambino non ha sessualità, punto. Per sessualità s’intende una dimensione che riguarda l’adulto, che prevede lo sviluppo puberale, che prevede la presenza di tutta una serie di realtà fisiche e biologiche, prima di tutto, e mentali, che il bambino non ha. Tutta la sua dimensione di rapporto, che è potentissima, si svolge in un ambito che possiamo chiamare “di affetti” che di sessuale non ha assolutamente nulla, e non lo può nemmeno avere. Possiamo pertanto ribadire che, mutuando il pensiero aristotelico prima e quello della Bibbia poi, Freud teorizza che il bambino non “esiste”».
Insomma per costoro, Freud, Foucault, Babini, Alvarez e compagnia, il bambino non è un essere umano. Dunque diventa lecito violentarlo con la “scusa” di forgiarlo. Fino a giustificare il più orrendo dei crimini (derubricato, in Chiesa, a peccato), il più vile degli abusi che un essere umano nel pieno degli anni in cui si definisce l’identità, possa subire. Dopo di che è sufficiente calare la pietra tombale della sua cancellazione dalla storia. E avanti un altro.

Sequestrato materiale negli uffici di alcuni vescovi. Il portavoce di un presule: «Non abbiamo nulla da nascondere»

Nuove perquisizioni della polizia belga nell’inchiesta sui presunti abusi commessi dai preti a  danno di minori. Secondo quanto riferito dai media locali, gli agenti, su mandato della magistratura nell’ambito dell’«Operazione calice»,  hanno sequestrato materiale negli uffici dell’arcivescovo di Malin-Bruxelles ed in quelli dei vescovi di Anversa e Hasselt. «Stiamo cercando dossier personali riguardanti alcuni prelati i cui nomi sono  stati citati nelle dichiarazioni delle vittime», ha spiegato, citata  dall’agenzia di stampa Belga, Lieve Pellens, portavoce dell’Ufficio  della procura federale belga, sottolineando che l’operazione è «ad una fase importante».

La portavoce ha poi voluto chiarire che da parte della Chiesa  cattolica – a differenza di quanto successe nel giugno del 2010,  quando il Vaticano accusò le autorità belghe di comportarsi «peggio dei comunisti» – «c’è stata piena cooperazione, tutto è avvenuto in  modo legale». «Non abbiamo nulla da nascondere», ha tenuto a  sottolineare Clem Vande Broek, portavoce del vescovo di Hasselt. Nelle settimane scorse, una commissione interna istituita dalla  Chiesa cattolica belga ha rivelato di aver ricevuto circa 500 denunce  di abusi sui minori – tra loro persino un bambino di due anni – da parte dei preti. Alcuni di questi reati sarebbero stati commessi negli anni Sessanta e dunque sarebbero caduti in prescrizione, ma il mese  scorso la Chiesa belga si è comunque detta pronta a pagare un  risarcimento alle vittime tra i 2.500 ed i 25mila euro.

(Fonte: La Stampa.it, Vatican insider)

Dichiarazione di Maurizio Turco, deputato radicale: «Cominciamo l’anno chiedendo, ancora una volta, un atto di responsabilità al responsabile – immagino anche legale – della Chiesa cattolica italiana Monsignor Angelo Bagnasco: contribuisca all’istituzione di una Commissione di inchiesta indipendente. Non sarebbe un atto di ammissione di responsabilità, mentre il non farlo è un fatto certo di irresponsabilità. Abbiamo atteso per il tempo che abbiamo ritenuto giusto, sollecitando ed attendendo. Chiedendo che i cattolici italiani avessero diritto alla verità così come l’hanno avuta quelli americani, belgi, irlandesi, e così via. Il silenzio è stata la risposta. Ne prendiamo sommessamente atto. Arrivederci a Verona con i violentati dell’istituto per sordomuti Provolo, oggetto anche di una inchiesta vaticana che non trova conclusione».

Fonte: radicali.it

Il vescovo cattolico Raymond Lahey

Era stato sorpreso all’aeroporto con 600 immagini osé

MILANO – In Canada un ex vescovo cattolico che ha ammesso di essere stato dipendente da materiale pedopornografico è stato condannato a 15 mesi di carcere, in parte condonati, e a 24 con la condizionale.

L’ARRESTO – Raymond Lahey era stato arrestato nel 2009 all’aeroporto di Ottawa perchè gli ufficiali della dogana avevano scoperto circa 600 foto pornografiche di ragazzi e bambini minorenni sul un computer e su un palmare. In alcune delle foto erotiche gli adolescenti erano ritratti insieme a crocifissi e rosari. Lahey aveva riconosciuto le accuse che gli venivano rivolte e aveva accettato di conseguenza la carcerazione preventiva, rassegnando nel contempo le dimissioni dalla diocesi cattolica di Antigonish, in Nova Scotia. Il passo indietro era stato accettato da Papa Benedetto XVI ai sensi del codice canonico. Ironia della sorte, proprio Lahey, poco prima dell’arresto, era apparso in televisione annunciando che la sua diocesi avrebbe risarcito una quindicina di vittime di abusi sessuali commessi da un sacerdote con 13 milioni di dollari canadesi, circa 9 milioni di euro.

Redazione Online corriere.it

L'ex monaco benedettino Richard White

Londra – Un monaco benedettino, insegnante presso una delle più rispettate scuole cattoliche britanniche, è stato condannato a cinque anni di carcere per aver molestato due dei suoi allievi. Nel caso della seconda vittima, il religioso dava al ragazzino 50 centesimi tutte le volte che abusava di lui.

Richard White, 66 anni, era docente di geografia presso l’istituto Downside nei pressi di Bath, ma non lavorava a stretto contatto con i giovani da ormai 20 anni, ovvero da quando il suo comportamento era stato denunciato alle attività ecclesiastiche. Dopo una denuncia alla polizia presentata da una delle vittime, White è finalmente finito sul banco degli imputati.

L’uomo ha riconosciuto sette abusi sessuali commessi tra il 1988 ed il 1989 su un ragazzino di 12-13 anni. Il monaco ha inoltre riconosciuto gli abusi commessi su un secondo bambino della stessa età, molestato durante il medesimo periodo. Lo portava regolarmente nella biblioteca del monastero per toccarlo nelle parti intime o obbligarlo a commettere altri atti sessuali, per i quali veniva pagato 50 centesimi alla volta.

Le autorità ecclesiastiche anzichè denunciare White alla polizia lo hanno mandato in altre comunità monastiche dove non vi erano bambini. Sottoposto a psicoterapia, White non avrebbe più commesso nessun atto di pedofilia in seguito secondo padre Aidan Bellenger, un abate di Downside.

(Fonte)