Indagine su preti pedofili in Olanda: dal 1945 decine di migliaia di abusi

Pubblicato: 17 dicembre 2011 in Varie
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Grazie a 1.795 segnalazioni, individuati 800 responsabili di violenze, tra sacerdoti e laici. Di questi, 105 sono ancora vivi. Sono i risultati dell’indagine portata a termine dalla Commissione d’inchiesta istituita il 24 agosto del 2010 dalla Corte internazionale dell’Aia. I vescovi della Chiesa cattolica olandese: «Esprimiamo il nostro rammarico per gli abusi»

Sono decine di migliaia i bambini che hanno subito violenze sessuali di preti pedofili, in Olanda, dal 1945 al 2010. È quanto emerge dal rapporto della Commissione indipendente istituita dall’Aia, a termine di un’inchiesta sulla Chiesa e la pedofilia nel Paese dei tulipani. I dati sono scioccanti e portano alla luce lo scandalo nella sua interezza, con il numero delle vittime e i nomi degli autori dei reati. Subito dopo la pubblicazione del rapporto, i vescovi della chiesa cattolica Olandese hanno presentato «sincere scuse»alle vittime degli abusi sessuali, commessi da membri del clero. «Esprimiamo il nostro rammarico per gli abusi» hanno scritto i vescovi in un comunicato. «Simpatizziamo con le vittime e presentiamo loro le nostre sincere scuse» Dall’indagine risulta che «decine di migliaia di minori»sono stati costretti ad abusi sessuali di varia natura, anche molto pesanti. I reati sarebbero stati commessi soprattutto da sacerdoti, ma anche da laici. «Sulla base di 1.795 segnalazioni – si legge -, la Commissione è riuscita a individuare 800 responsabili di abusi» E, di questi, «105 sono ancora vivi». Sotto la spinta dell’opinione pubblica, la Conferenza episcopale olandese ha deciso, nel 2010, di istituire una Commissione sugli abusi commessi dai preti pedofili. La commissione è presieduta dall’ex ministro Wim Deetman e include sei membri, tra cui un ex giudice, uno psicologo e docenti universitari. Secondo la Commissione, «il problema degli abusi sessuali era ben noto agli ordini e nelle diocesi della Chiesa cattolica olandese ma non furono prese le misure appropriate». (fonte: repubblica.it)

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