Pedofilia, Radio vaticana: «Il Vaticano non coprì padre Ronan». Le prove on line [2] (Ansa)

Pubblicato: 17 agosto 2011 in Notizie d'agenzia
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Rappresenta un fatto senza precedenti la pubblicazione online, da parte del Vaticano, dei documenti su un prete pedofilo americano per respingere le accuse contro la Santa Sede attualmente al centro di un’azione legale presso un Tribunale in Oregon: dai documenti risulterebbe che il Vaticano non era al corrente dei crimini, risalente al 1965, del sacerdote, successivamente ridotto allo stato laicale. La causa aperta nel Tribunale dell’Oregon è una delle iniziative del battagliero avvocato delle vittime Usa, Jeff Anderson, e si riferisce al caso del prete di origine irlandese Andrew Ronan – deceduto nel 1992 -, su un abuso compiuto nel 1965 su un diciassettenne a Portland. In precedenza il sacerdote era già stato coinvolto in episodi analoghi in Irlanda e a Chicago. La tesi di Anderson è che la Santa Sede, in qualità di «datore di lavoro», approvò il trasferimento internazionale dall’Irlanda a Chicago e poi a Portland di Ronan, rendendosi in questo modo corresponsabile degli abusi. La chiamata in causa del Vaticano fa leva anche sul fatto che nel giugno del 2010 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso di non prendere in esame e di rinviare ai singoli Tribunali, in questo caso quello dell’Oregon, la decisione se il Vaticano e i suoi vertici (compreso il Papa) debbano essere considerati civilmente responsabili delle azioni dei preti pedofili. Oggi, con una mossa del tutto inedita, la Santa Sede ha reso pubbliche, tramite il sito della Radio Vaticana, le carte sul caso Ronan. «Com’è noto – spiega l’emittente pontificia -, il tragico problema degli abusi sessuali ha causato critiche nei confronti della Santa Sede, spesso nella stampa, ma talvolta anche nella forma di azioni legali che cercano di dimostrare che la Santa Sede e’ corresponsabile degli abusi commessi. Uno di questi casi è la causa “Doe v. Holy See” (Anonimo contro Santa Sede, ndr), che è in corso davanti a un Tribunale statunitense di prima istanza nello Stato dell’Oregon». E a proposito dell’abuso compiuto da Ronan nel 1965 su un diciassettenne a Portland, aggiunge che «mentre la gran parte delle accuse presentate dagli avvocati della vittima sono già state ricusate, ne sono rimaste ancora due, riportate ripetutamente dalla stampa: cioè che la Santa Sede sapeva che Ronan era un abusatore, e che – pur sapendo di questo fatto – la Santa Sede lo trasferì da un luogo a un altro». Secondo la Radio Vaticana, queste «sarebbero naturalmente accuse molto gravi, se fossero vere. Ma, come apprendiamo dagli sviluppi del caso, queste accuse sono certamente non vere». E «per contribuire allo studio attento della materia da parte di chi lo desidera», oltre che «per aiutare il Tribunale statunitense a risolvere le questioni ancora aperte su questo caso», la Santa Sede rende pubblica oggi la documentazione su Ronan, «in particolare sulla sua dimissione dallo stato clericale». I documenti sono pubblicati sul sito della Radio Vaticana, a un preciso indirizzo (http://www.radiovaticana.va/pdf/documents_Doe_v_Holy_See.pdf), e «sono quindi a disposizione della consultazione pubblica». Oltre alla pubblicazione delle carte, c’e’ anche una dichiarazione dell’avvocato Jeffrey S. Lena, che rappresenta la Santa Sede nella causa, che sottolinea la falsità delle accuse contro il Vaticano. Lena nota come i documenti rilasciati dimostrino che la Santa Sede venne informata sul grave comportamento di Ronan solo dopo il caso di abuso in questione, e che non fu mai coinvolta in alcun trasferimento di Ronan. Il legale definisce «calunniose» le accuse contro il Vaticano e afferma che i legali della vittima, che hanno insistito in queste accuse, hanno «ingannato il pubblico» e «abusato del sistema legale». Commentando la questione con la Radio Vaticana, Lena afferma poi che «mentre il sistema giudiziario talvolta opera lentamente, questi documenti potranno contribuire ad una conclusione più rapida del caso». Aggiunge infine che la pubblicazione oggi di queste carte dovrebbe «calmare quelle persone che sono fin troppo pronte a rilasciare commenti sensazionali e non equilibrati, senza preoccuparsi di una conoscenza adeguata dei fatti». (Fausto Gasparroni)

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