Padre Federico Lombardi, capo della Sala stampa vaticana

L’ultimo rapporto sulla pedofilia irlandese sta mettendo in seria difficoltà il Vaticano, che deve risponderne allo stesso governo

Federico Tulli    [Cronache Laiche, 13 ago 2011]

Da enclave del cattolicesimo romano nel meltin’ pot culturale britannico a pericolosa bomba a orologeria. L’Irlanda, profondamente segnata dalla dolorosa storia di pedofilia nel clero, sta creando non pochi grattacapi ai piani alti di Città del Vaticano. È qui che da una decina di giorni si lavora alacremente per formulare una convincente risposta ufficiale della Santa Sede alle pesanti accuse di scarsa collaborazione con la polizia lanciate dal premier irlandese, Enda Kenny. Risposta che il governo di Dublino si aspetta entro la fine di agosto ma che potrebbe arrivare anche a ridosso di Ferragosto perché il Vaticano ha tutto l’interesse a tentare di ricucire al più presto lo strappo diplomatico con il fido alleato in terra anglicana.

Pietra dello scandalo, come si ricorderà, è il Rapporto d’indagine sulla diocesi di Cloyne pubblicato il 13 luglio scorso, che ha fatto luce sugli abusi compiuti da 19 sacerdoti tra il 1996 e il 2009, con 40 vittime accertate, e sulle relative coperture che chiamano in causa l’allora vescovo John Magee, ex segretario degli ultimi tre Papi che hanno preceduto Benedetto XVI. Secondo il rapporto, Magee, a capo della diocesi di Cloyne dal 1987, non ha mai adottato alcuna misura per risolvere il problema che emergeva dalle denunce finite sul suo tavolo, esponendo così le vittime a nuovi abusi. I magistrati irlandesi hanno verificato inoltre che il suo comportamento era coerente con gli ordini del Vaticano che nel 1997 aveva inviato un documento ai vescovi dell’isola britannica in cui si ricordava loro di non denunciare i casi di pedofilia alla polizia e di gestirli “internamente”.

Questa la storia, ora brevemente la cronaca delle scorse settimane. Di fronte a prove inoppugnabili il primo ministro non ha usato mezzi termini: «Il rapporto della commissione ha evidenziato il tentativo della Santa Sede di bloccare un’inchiesta in uno Stato sovrano, democratico e Repubblica non più di tre anni fa, non trent’anni fa». E poi ancora, in un drammatico discorso pronunciato il 20 luglio davanti alla camera Bassa: «Il Rapporto Cloyne fa emergere la disfunzione, la disconnessione e l’elitarismo che dominano la cultura del Vaticano. Lo stupro e la tortura di bambini sono stati minimizzati per sostenere, invece, il primato delle istituzioni, il suo potere e la sua reputazione». Sebbene si trattasse del quarto Rapporto irlandese in sei anni che giungeva alle stesse conclusioni sia riguardo la reiterazione dei crimini sia riguardo la reticenza dei vescovi locali e delle gerarchie di Roma di fronte alle inchieste governative, la sdegnata reazione di Kenny (appoggiato senza tentennamenti dal Parlamento) ha colto di sorpresa la Santa Sede.

All’accusa di colpevole inerzia segue infatti una piccata replica ufficiale per bocca di padre Lombardi, direttore della sala stampa vaticana: «La Santa Sede risponderà opportunamente alla domanda posta dal Governo irlandese a proposito del Rapporto sulla diocesi di Cloyne». Siamo al 22 luglio, e Lombardi “invita” Dublino «a dibattere la vicenda con la massima obiettività». Tre giorni dopo con una mossa che ha pochissimi precedenti nella storia, il 25 luglio la Segreteria di Stato vaticana richiama a Roma il nunzio apostolico in Irlanda, monsignor Giuseppe Leanza, ufficialmente per consultazioni in merito al Rapporto Cloyne. In qualità di ambasciatore può contribuire alla redazione della risposta richiesta da Dublino. Risposta che però molto probabilmente non sarà lui a recapitare. Il 28 luglio l’Irish Times scrive che Leanza sarà trasferito a breve presso l’ambasciata vaticana in Repubblica Ceca. Secondo il quotidiano irlandese lo stesso nunzio è stato duramente criticato da Dublino perché avrebbe ostacolato le indagini della commissione incaricata di preparare il Rapporto Cloyne, richiedendo che ogni comunicazione passasse attraverso i canali diplomatici ufficiali.

Giova ricordare che identiche accuse colpirono anche il predecessore di Leanza, Giuseppe Lazzarotto. Nel febbraio 2007, mentre indagava su presunti abusi compiuti nell’isola da parte di sacerdoti cattolici la magistrata Ivonne Murphy (da qui il Rapporto Murphy del 26 novembre 2009) richiese una serie di informazioni all’allora ambasciatore vaticano a Dublino. Richieste, scrive l’Irish Times, sistematicamente ignorate. Da Lazzarotto Murphy voleva tutti i documenti rilevanti in suo possesso, ma non ottenne risposta. Non ci fu risposta neanche alla richiesta di commento al Rapporto, estratti del quale furono inviati al Nunzio prima della pubblicazione, visto che menzionavano il suo ufficio. Il 22 dicembre 2007, nel pieno dell’inchiesta, Lazzarotto viene improvvisamente nominato Nunzio apostolico in Australia. Al suo posto subentra monsignor Giuseppe Leanza. Il quale ora lascerà, se l’indiscrezione dell’Irish Times è confermata. Ovviamente la scelta che farà la Segreteria di Stato è cruciale. Per recuperare la credibilità perduta agli occhi degli irlandesi e non solo, il Vaticano non può limitarsi a spostare pedine e a promettere tolleranza zero. Questo direbbe il buon senso. La lunga storia dei crimini pedofili nell’ambito del clero cattolico dice però che alla fine la “ragion di Stato” prevale sempre sul senso di giustizia (terrena…). Pertanto non è azzardato ipotizzare che anche questa volta la toppa della Santa Sede sarà peggiore del buco, ma solo per chi guarda la vicenda dall’ottica delle vittime e dei loro familiari.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...