Pedofilia, Belgio: azione giudiziaria contro il Vaticano, prima volta in Europa (Ansa)

Pubblicato: 1 giugno 2011 in Notizie d'agenzia
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Le vittime dei preti pedofili in Belgio, primo caso in Europa, portano il Vaticano in tribunale. L’atto di citazione condurrà davanti ai giudici anche le gerarchie ecclesiastiche del Paese, dai vescovi ai superiori religiosi, che due giorni fa hanno riconosciuto la loro responsabilità “morale” e si sono detti pronti a «indennizzare» le vittime. Il Papa «nomina i vescovi e ha autorità su di loro e questo lo rende responsabile dei loro errori», ha affermato Walter Van Steenbrugge, uno degli avvocati delle circa ottanta vittime che hanno deciso di avviare l’azione giudiziaria davanti al tribunale di Gand. Solo pochi mesi fa, l’ultimo shock era arrivato dall’ex vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, che, mesi dopo aver rassegnato le dimissioni, davanti alle telecamere, aveva ammesso di aver abusato per anni di due suoi nipoti e ne aveva addirittura minimizzato l’impatto. In tutto il Belgio sono state oltre cinquecento le vittime dei preti pedofili, molti dei quali sono gia’ morti. Di recente, un’apposita commissione parlamentare d’indagine ha raccomandato di trovare una soluzione anche per indennizzare quelle vittime i cui casi sono caduti ormai in prescrizione. Dopo la presentazione delle denunce, i legali delle vittime si aspettano che il tribunale di Gand fissi il calendario delle udienze a settembre, anche se non si fanno illusioni circa la lunghezza del procedimento. La giustizia civile è chiamata a stabilire il tipo di indennizzi che potranno essere riconosciuti in base ai danni subiti dalle vittime. «Siamo positivi, ma vigilanti – ha spiegato l’avvocato Christine Mousse, un altro legale delle vittime – perché il passato insegna che la Chiesa ha usato tattiche di sabotaggio. Sarà usato ogni mezzo giuridico per perseguire le violazioni ai diritti dell’uomo e del bambino. In un comunicato stampa, lunedì scorso, due mesi dopo le richieste arrivate anche dalla commissione parlamentare d’inchiesta, i vescovi si sono impegnati pubblicamente ad assicurare «un riconoscimento alle vittime e ad adottare misure riparatrici per la sofferenza causata loro». I vescovi del Belgio si sono detti inoltre «determinati a ridare dignità alle vittime e a provvedere con indennizzi finanziari ai loro bisogni». (PUC)

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