Pedofilia, il Belgio chiede alla Chiesa di fermare l’ex vescovo Vangheluwe (Ansa)

Pubblicato: 18 aprile 2011 in Notizie d'agenzia
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Fermate l’ex vescovo pedofilo, quanto meno riducetelo al silenzio: dopo l’intervista shock di monsignor Roger Vangheluwe, convinto che abusare sessualmente di due suoi nipoti fosse poco più che un gioco, il Belgio attende il pugno di ferro del Vaticano. Roma, intanto, senza clamore, lo ha allontanato dal convento francese dove era stato inviato a meditare e gli ha imposto il silenzio stampa. «Si è appreso da una fonte vicina al Vaticano che è stato chiesto all’ex vescovo di Bruges di lasciare la comunità religiosa di Loir-et-Cher, dove si era rifugiato, e di non concedere più interviste», si legge in una nota pubblicata sul sito internet della Chiesa cattolica belga. Tace, nonostante le ripetute sollecitazioni, il primate del Belgio, monsignor Andrè-Joseph Leonard, che dice di non volersi esprimere prima del giorno di Pasqua. Ma parlano diversi vescovi che, in occasione delle celebrazioni della domenica delle Palme, non fanno mistero di aver percepito nella comunità dei cattolici del paese non pochi malumori, dopo la confessione televisiva, all’ora di cena, delle violenze sessuali compiute dall’alto prelato, che oggi ha 74 anni. Il vescovo di Anversa, Johan Bonny, ai microfoni dell’emittente Vrt, afferma di attendersi dal Vaticano «una pesante sanzione» nei confronti di Vangheluwe, «almeno una misura che lo riduca al silenzio e lo escluda dalla vita pubblica». Non usa giri di parole il ministro degli esteri belga, Steven Vanackere, cattolico fervente: «Bisogna allontanarlo», dice. È in collera il vescovo francese di Blois, monsignor de Germiny, per la presenza dell’anziano pedofilo in un convento della sua diocesi. «Sono stati necessari diversi giorni per ottenere dalle autorità ecclesiastiche competenti che monsignor Vangheluwe venisse trasferito in un luogo dove potesse beneficiare di una terapia medica e spirituale», spiega, dicendo di non essere mai stato consultato sulla presenza dell’ex vescovo nel convento. «Se ne fossi stato a conoscenza, mi sarei opposto». Secondo alcune fonti, non confermate dalla procura, in seguito al clamore suscitato dall’intervista di Vangheluwe, la polizia avrebbe ricevuto due nuove denunce da parte di uomini che dicono di essere stati abusati, quando, da ragazzi, facevano parte del coro della chiesa. Attraverso l’avvocato, parla anche uno dei nipoti violentati: «Mi ha scioccato – dice -, ma è grazie all’intervista che tutti possono comprendere quello che le vittime hanno subito». (Isabella Pucci)

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