«Vaticano, lo spettro del totalitarismo che si aggira per l’Europa»

Pubblicato: 12 aprile 2011 in Articoli
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18 settembre 2010, Londra. La manifestazione "Protest the Pope" in occasione della visita pastorale di Benedetto XVI

Dopo la prima puntata pubblicata la scorsa settimana in cui ci soamo occupati della pedofilia nel clero cattolico olandese e belga, prosegue l’inchiesta di Terra nei Paesi europei che tra il 2009 e il 2010 sono stati attraversati dalla lunga ondata degli scandali. La conferenza di presentazione di Survivors voice Europe, di cui abbiamo dato conto martedì 5 aprile, è stata l’occasione per incontrare Marco Tranchino. Italiano residente a Londra da diversi anni, è il coordinatore della coalizione di associazioni che hanno sostenuto “Protest the Pope”, la clamorosa manifestazione di protesta contro Benedetto XVI e la politica vaticana di insabbiamento degli abusi pedofili, che il 18 settembre 2010 ha invaso le vie della capitale britannica. Tranchino è anche organizzatore delle campagne di Central London Humanists, sodalizio che promuove un’etica umanista e una società laica.

Federico Tulli

La marcia di protesta del settembre scorso ha portato in piazza oltre 20mila persone proprio nei giorni in cui Benedetto XVI era a Londra per una storica visita pastorale, riuscendo a ottenere una copertura mediatica impensabile in Italia per un evento del genere. Tra gli slogan, non solo l’indignazione per come il Vaticano ha gestito la questione degli abusi pedofili ma anche la richiesta alle istituzioni europee di tutelare la laicità e i diritti civili fondamentali. Dato il successo di questa iniziativa, ne avete programmato altre? Con quali obiettivi?
Il 17 settembre 2011 a Londra ci sarà una nuova manifestazione per promuovere la laicità in Europa. La laicità è un valore essenziale per la democrazia e contiene in sé la base irrinunciabile per l’affermazione di tutti i diritti dei cittadini. Le questioni legate alla laicità sono tantissime. Il manifesto della “Secular Europe Campaign” promuove in primis la libertà di religione, di coscienza e di parola. Ci sono poi altri temi, tra cui il diritto a un’istruzione laica, i diritti di uguaglianza e autodeterminazione delle donne, i diritti civili di gay, lesbiche e transessuali, e il rifiuto dei privilegi e dell’influenza del Vaticano in Europa e nel mondo. La libertà di religione è un diritto umano fondamentale che include la libertà dalla religione.
Approfondisca questo punto.
In Italia e non solo, il Vaticano non si accontenta della libertà di religione, ma si pone l’obiettivo di forzare le società civili ad assumere la dottrina cattolica come legge dello Stato. Prendiamo l’esempio di Malta. A maggio ci sarà un referendum per rendere legale il divorzio per coniugi che sono stati separati per qualche anno. Il Vaticano sta facendo una campagna molto aggressiva affinché i cittadini maltesi votino contro questa proposta. Vogliono che il divorzio a Malta resti illegale. Evidentemente non basta alla Chiesa cattolica predicare ai fedeli la propria dottrina. Piuttosto l’approccio è quello totalitario di imposizione a tutti, credenti e non credenti. Questo è solo un piccolo esempio, ma il rischio è alto per tutti i paesi dell’Unione europea.

Marco Tranchino

Vale a dire?
L’Ue sta crescendo e maturando, e da un’unione solo commerciale, ora si sta finalmente occupando anche di diritti umani, di educazione, di ricerca scientifica, di stato sociale. Ma il Vaticano si sta insinuando nelle istituzioni di Bruxelles pretendendo di mantenere i privilegi acquisiti nei vari Stati membri (ad esempio l’esenzione dalle tasse per la quale l’Italia è stata ammonita più volte) e pretendendo di condizionarne le leggi, avendone visione prima della discussione in parlamento. Anno dopo anno il Vaticano sta consolidando il suo potere e mantenendo privilegi non solo economici. Purtroppo l’articolo 17 del Trattato per il Funzionamento dell’Ue, consente alle Chiese di mantenere i privilegi acquisiti negli stati membri e impone alle istituzioni europee di mantenere un dialogo costante e aperto con quelle religiose. Considerato che la dottrina delle diverse Chiese è spesso contraria ai diritti umani, è evidente che l’ingerenza di quella cattolica nel lavoro istituzionale sia un rischio per i diritti di tutti i cittadini.
I due Rapporti investigativi “Ryan” e “Muprhy” nel 2009 hanno scoperchiato un sistema che ha portato la magistratura irlandese ad affermare che «la pedofilia è un fenomeno endemico alla Chiesa cattolica di Dublino». A marzo 2010 il Papa ha scritto una lettera agli irlandesi promettendo di fare “pulizia” e annunciando “tolleranza zero” verso i sacerdoti colpevoli di abusi. Più volte, in seguito, Benedetto XVI ha chiesto scusa alle vittime di tutto il mondo. Qual è il suo giudizio sulla risposta della Chiesa cattolica agli scandali scoppiati in Europa?
Il Papa ha pronunciato scuse piuttosto generiche, offrendo solo vuote promesse e nulla di concreto per le vittime, che si sono infatti sentite insultate. Joseph Ratzinger dovrebbe chiedere perdono per le sue responsabilità personali, considerato il suo ruolo centrale nel coprire gli abusi essendo stato a capo della Congregazione per la dottrina della fede. Il teologo Hans Kung ha chiesto al Papa di fare mea culpa anche per il prete pedofilo recidivo al quale, quando era Arcivescovo di Monaco di Baviera, consentì personalmente di continuare a lavorare con i bambini, abusandone altri.
Qual è il giudizio dell’opinione pubblica britannica sull’atteggiamento delle gerarchie ecclesiastiche?
La maggioranza dei cittadini inglesi condanna il Vaticano per come ha affrontato la questione degli abusi. Solo il 14 per cento della popolazione era a favore della visita di Stato di Ratzinger in Regno Unito a settembre 2010. Sul quotidiano The Independent, il giornalista Johann Hari denunciò pubblicamente il Papa per aver preferito proteggere i preti piuttosto che le vittime, mantenendo la segretezza, congratulandosi con i vescovi che non avevano denunciato gli abusi alle autorità civili. Il giornalista George Monbiot sul The Guardian ne auspicò l’arresto al suo arrivo in Gran Bretagna dicendo che solo così si sarebbe dimostrato che la legge è uguale per tutti. Purtroppo la legge non è uguale per tutti: Ratzinger, accusato di crimini contro l’umanità, non è ancora stato portato in tribunale.
Dopo i grandi scandali del 2009-2010 il Vaticano ha affermato di aver risolto il problema della pedofilia nel

Piccadilly Circus nel giorno della protesta contro il Papa

clero. Come commenta?
Di recente è stata scoperta una lettera inviata dal Vaticano ai vescovi irlandesi per dissuaderli dal coinvolgere le autorità civili. Dobbiamo smettere di credere alle promesse e verificare i fatti. E i fatti sono che la Chiesa cattolica si rifiuta di dare alla polizia delle varie Nazioni tutta la documentazione accumulata a Roma dalla dalla magistratura vaticana. Le gerarchie cattoliche dovrebbero smettere di trattare l’abuso sessuale come un peccato contro la morale e riconoscerlo per quello che è: un crimine gravissimo da denunciare immediatamente. Invece il messaggio che è stato finora dato ai preti che violentano un bambino è che la Chiesa li difenderà sempre, preferendo nascondere lo scandalo ed evitando di informare le autorità giudiziarie civili.
Abbiamo assistito insieme alla nascita di Survivors voice Europe. Un tratto comune che emerge dai racconti delle vittime è quello di ritrovarsi da sole a combattere contro il Vaticano per ottenere giustizia.
L’anno scorso ho conosciuto rappresentanti di altre associazioni di “sopravvissuti”. La coalizione coinvolta nella campagna “Protest the Pope” ha donato circa 2000 sterline a SNAP, la prima rete statunitense di vittime di questo crimine, per aiutarla a operare in Gran Bretagna. Inoltre siamo stati in contatto con MACSAS, un network britannico, e con uno specificamente per le donne di origine irlandese abusate dai preti. Credo che tutte stiano facendo un lavoro essenziale sia per aiutare chi ancora non ha trovato il coraggio di venire allo scoperto, sia per fare pressione sulle autorità civili affinché facciano finalmente giustizia e non consentano più al Vaticano di nascondere i crimini, punendo chi è colpevole di aver spostato i preti pedofili di parrocchia in parrocchia, permettendogli di abusare ancora, piuttosto che consegnarli alla magistratura civile.

Terra il primo quotidiano ecologista

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