Pedofilia, don Domenico Pezzini ai domiciliari in convento

Pubblicato: 24 febbraio 2011 in Notizie d'agenzia
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don Domenico Pezzini

È stato scarcerato don Domenico Pezzini, il sacerdote di 73 anni della Diocesi di Lodi arrestato nel maggio dello scorso anno con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di un ragazzino straniero e poi condannato in primo grado a 10 anni di reclusione. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Milano, che ha disposto il suo trasferimento in una “oasi monastica” in regime di arresti domiciliari. Il religioso era stato arrestato lo scorso 25 maggio, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno e dal pm Cristiana Roveda. Stando alle indagini, l’uomo, tra il 2006 e il 2009, avrebbe abusato di un ragazzino del Bangladesh, anche quando aveva meno di 14 anni. Secondo l’accusa, il prete l’avrebbe avvicinato in un parco e gli avrebbe offerto un aiuto per uscire dalla sua situazione di disagio economico e familiare, con lo scopo, in realtà, di avere rapporti sessuali con lui nella sua casa. Il 21 dicembre scorso il Gup di Milano Maria Vicidomini l’aveva condannato a 10 anni con rito abbreviato, respingendo anche la richiesta della difesa di concedergli gli arresti domiciliari in una comunità monastica. Il suo legale, l’avvocato Mario Zanchetti, ha fatto ricorso al Riesame contro questa decisione del Gup e il Tribunale l’ha accolto. In precedenza anche la Cassazione aveva annullato con rinvio una diversa ordinanza del Riesame che aveva negato i domiciliari al prete. Ma prima della nuova discussione è arrivata la decisione dell’altra sezione del Riesame. La difesa non ha ancora potuto ritirare le motivazioni del provvedimento. Don Pezzini, che è stato in carcere 9 mesi, ha 73 anni e per legge devono sussistere ragioni di eccezionale gravita’ perche’ un ultrasettantenne stia in carcere. (IMG Press)

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commenti
  1. Luciano.9 ha detto:

    La Sacra Bibbia afferma che “tutto il mondo giace nel potere del malvagio” (1 Giovanni 5:19) Questa può essere una ragione per la quale la giustizia dell’uomo fa acqua da tutte le parti. Per contro, la giustizia di Dio non si limiterà a condannare agli arresti domiciliari in un convento i preti pedofili, né li trasferirà da una parrocchia all’altra nell’illusoria speranza che un domani si possano ravvedere; e neppure risolverà il tutto condannando il colpevole a pochi mesi di carcere perché, poveretto, è un ultrasettantenne e quindi non può scontare la pena per questioni filantropiche. Come se la pedofilia non fosse un reato di “eccezionale gravità”. Gesù apostrofò i farisei del suo tempo dicendo loro: “Serpenti, progenie di vipere! come sfuggirete al giudizio della Geenna?” (Matteo 23:33) Per quel che riguarda l’ipocrisia religiosa le cose non sono cambiate. Diversamente dalla giustizia dell’uomo, Dio darà la giusta retribuzione a chi si macchia di azioni tanto disgustose; e chi le copre non è da meno. “E’ spaventoso cadere nelle mani dell’Iddio vivente” scrisse l’apostolo Paolo. (Ebrei 10:31)

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