Chiesa/ Appello di 143 teologi mondo tedesco: Abolire celibato (Apcom)

Pubblicato: 4 febbraio 2011 in Notizie d'agenzia
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Propongono la fine del celibato dei preti, il sacerdozio femminile e l’accettazione delle coppie omosessuali: prende le mosse dallo scandalo pedofilia di un anno fa nel collegio tedesco Canisius il memorandum firmato da 143 teologi tedeschi, austriaci e svizzeri, nel quale vengono auspicate profonde riforme nella Chiesa cattolica. “Il 2001 deve rappresentare per la Chiesa l’anno del risveglio” – scrivono i firmatari del documento pubblicato oggi per intero dalla Sueddeutsche Zeitung. “La crisi senza precedenti all’interno della Chiesa ci induce ad affrontare problemi che a un primo sguardo non sono direttamente collegati alla scandalo degli abusi sessuali. (…) Ma in quanto professori di teologia non possiamo tacere più a lungo. Sentiamo la responsabilità di dare il nostro contributo a un nuovo inizio”. “Nello scorso anno un enorme numero di cristiani ha lasciato la Chiesa cattolica (…) la Chiesa deve capire questi segnali e liberarsi essa stessa da strutture ormai fossilizzate, per conquistare una nuova forza vitale e rinnovata credibilità”. “La chiesa ha bisogno anche dei ‘servizi’ di preti sposati e delle donne”, scrivono esplicitamente i teologi, che invitano anche a non escludere “coloro che si scambiano amore, fedeltà e reciproche preoccupazioni in un rapporto di coppia dello stesso sesso”. Invitando la Chiesa a mettere fine al suo “dogmatismo morale”, la petizione propone anche la partecipazione dei fedeli alle nomine dei vescovi.

La Conferenza episcopale tedesca non chiude al ‘memorandum’ con il quale 143 teologi cattolici di Germania, Austria e Svizzera chiedono, tra l’altro, l’abolizione dell’obbligo del celibato e il sacerdozio femminile. “Con il loro ‘memorandum’ molte professoresse e professori della teologia cattolica vogliono contribuire alla conversazione sul futuro della fede e della Chiesa in Germania”, afferma in una nota il segretario dell’episcopato tedesco, il gesuita Hans Langendoerfer. “A questa conversazione hanno invitato i vescovi tedeschi. C’è bisogno di ulteriori intuizioni e riflessioni stimolanti. Da oltre venti anni c’è un dialogo strutturato tra i vescovi tedeschi con gli accademici delle diverse facoltà di teologia. Ha lavorato bene ed è vantaggioso per entrambe le parti”. “Il memorandum riporta insieme idee sostanzialmente discusse di frequente. In questa misura non è più di un primo passo. Su una serie di questioni il memorandum è in tensione con le convinzioni teologiche e le affermazioni ecclesiali di un livello più vincolante. I temi corrispondenti hanno bisogno urgentemente di un ulteriore chiarimento. C’è sì bisogno di più di una semplice concessione da parte dei vescovi per affrontare effettivamente le pesanti sfide alle Chiesa in Germania”. “La Chiesa in Germania – prosegue il segretario della Conferenza episcopale tedesca – cerca con rinnovata vitalità dove conduce ora il suo pellegrinaggio. Gli errori e il fallimento del passato devono essere discussi e riconosciuti esattamente come le mancanze e le richieste di riforma. Non si possono sfuggire questioni ingombranti. La paura non è buona consigliera. Nel dialogo non devono mancare la visione accademica e l’acume intellettuale, che sono una particolare occasione della teologia accademica. La prossima assemblea generale della Conferenza episcopale tedesca da parte sua elaborerà le proprie proposte, che speriamo siano stimolanti”.  (Ska)

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commenti
  1. Francesco ha detto:

    Onestamente mi sembra un po’ un palliativo. Intendiamoci, il celibato ecclesiastico è pura follia, ed è bene quindi che lo si abolisca, ma io parto dal presupposto che lo sia già l’essere ecclesiasti. E’ un po’ come quando si invoca la “castrazione chimica” per gli stupratori. In altre parole, la malattia mentale non è sessualità, e quindi non puoi combatterla aumentando la liceità sessuale sana. Ammesso che sana possa essere, e questo mi pare già un contronsenso, la sessualità di uno che crede che l’unione fra l’uomo e la donna sia divina.
    Insomma, non è così che scompariranno pedofilia, stupri e quant’altro. Temo purtroppo che finché esisterà una cultura che considera peccaminoso e proibito ciò che è il massimo del rapporto fra esseri umani, e che combatte la vita in nome di una cultura di dolore, sofferenza e repressione dei sentimenti, sarà probabile che in quella cultura alberghino violenza e abusi, che di sessuale non hanno proprio nulla. Insomma, più che far sposare i preti, dovremmo convincerli a svestire la tonaca.

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    • Federico Tulli ha detto:

      Il celibato nella Chiesa cattolica è divenuto vincolante con il Concilio di Trento (1545). In base alla storia ricostruita da Eric Frattini nel suo libro “I papi e il sesso” fino a quel momento si contavano già 17 papi pedofili (e possiamo solo immaginare che cosa avessero combinato i sacerdoti). La pedofilia nel clero esisteva prima ed è esistita dopo il divieto di sposarsi imposto agli ecclesiastici. Fino a oggi. Forse basterebbe questo per rispondere a chi vede un nesso tra celibato e violenza bambini.

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