Film a luci rosse proiettati in parrocchia

Pubblicato: 24 gennaio 2011 in Varie
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Savona – Nel fascicolo aperto dall’autorità giudiziaria anche le denunce di due mamme: «I sacerdoti sapevano cosa veniva fatto vedere ai nostri figli»

Alberto Parodi * Il Secolo XIX

Sesso e preti, diocesi e pedofilia. L’inchiesta della Procura di Savona sta per chiudersi con ulteriori novità. Elementi che potrebbero anche portare alla contestazione di detenzione di materiale pedopornografico, all’interno di parrocchie finite nel mirino degli investigatori. Come i film porno fatti vedere ai bambini nei locali della loro parrocchia o durante i campi estivi. Ma non di nascosto dai preti o loro collaboratori. Erano proprio loro a promuoverne, secondo chi conduce le indagini, la visione. È quanto emerge dalle testimonianze raccolte e finite negli atti dell’inchiesta. E in particolare di due mamme, extracomunitarie, che si sarebbero di recente presentate in Procura per segnalare quanto riferito dai loro figli una volta tornati a casa. Per il resto, in Procura, si sta tirando le fila del lavoro fatto in attesa dell’arrivo dei verbali delle rogatorie fatte in Germania per sentire presunte vittime e degli accertamenti bancari per capire la distrazione di fondi da parte di alcuni preti della diocesi per pagare i propri vizi sessuali.

«Tutto vero quello che è stato scritto nelle denunce arrivate negli uffici. I riscontri sono a decine, ma sono tutti episodi prescritti. A Savona ci sono intere generazioni di padri e figli vittime di abusi da parte di preti che raccontano di un passato non perseguibile dalla legge». Chi lo dice è un investigatore della Procura che ha seguito in prima persona le indagini, raccogliendo denunce e collaborando con i magistrati e i poliziotti della squadra mobile della Questura. Allarga le braccia mentre gli viene chiesto a che punto sono le indagini sulle presunte violenze sessuali. In Procura infatti i magistrati titolari delle indagini hanno già fatto il punto. L’inchiesta è vicina alla chiusura. Incombe la prescrizione, e quindi l’archiviazione, ma non per tutte le denunce raccolte. C’è più di un prete indagato, la maggior parte è stato iscritto nel registro degli indagati senza essere ascoltato in presenza dell’avvocato. Un atto tecnico, dovuto dopo le denunce dettagliate sul loro conto. Poi ci sono i testimoni che a decine hanno confermato riempiendo verbali sugli abusi subiti.

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