Archivio per dicembre, 2010

La confessione di Francois Houtart, che oggi ha ammesso di avere abusato 40 anni fa di uno dei suoi cugini che allora aveva otto anni, ha scosso il Centro tricontinentale (Cetri), la Ong creata nel 1976 dal teologo belga, veterano del forum sociale mondiale spesso soprannominato “il papa altermondialista”. ”Sono fatti inammissibili e in contraddizione con i valori di emancipazione e di giustizia sociale che sono alla base del Cetri”, ha reagito il direttore del centro, Bernard Duterme, interpellato dall’agenzia Belga. Il Centro ha preso conoscenza degli episodi oggi denunciati sulle colonne del quotidiano Le Soir nell’ottobre scorso ed ha subito chiesto le dimissioni del canonico, rimasto membro del suo consiglio d’amministrazione, dopo averlo diretto fino al 2004. “È un duro colpo ma non avrà incidenza sull’obiettivo sociale del Cetri che mantiene tutta la sua pertinenza. Il lavoro del centro resta molto apprezzato”, ha detto Duterme. Situato a Lovanio-Nuova, il Cetri è un centro di studi, di pubblicazioni, di documentazione e di educazione permanente sullo sviluppo e il rapporto nord-sud del mondo. Il suo obiettivo è di ”fare capire dei punti di vista del sud e di contribuire ad una riflessione critica sulle concezioni e le pratiche dominanti dello sviluppo nell’epoca della mondializzazione liberale”. (OS)

Il teologo belga Francois Houtart, una delle figure più rilevanti del movimento Altermondista, ha confessato di avere compiuto abusi sessuali su uno dei suoi cugini, all’epoca minorenne, 40 anni fa. La confessione è fatta oggi al quotidiano francofono Le Soir. Houtart, fondatore del Centro Tricontinental (Cetri) che è attivo presso l’Università di Lovanio e della rivista Alternatives Sud, ha chiesto ai sostenitori di ritirare la sua candidatura al Nobel per la pace, così come aveva preteso il cugino. L’uomo ha rotto il silenzio quarantennale denunciando gli abusi alla Commissione Adriaenssens, che per conto della Conferenza dei vescovi ha raccolto, tra il 19 aprile e il 24 giugno scorso, 475 denunce di persone molestate da preti o personale ecclesiastico. Secondo il racconto di Houtart, i fatti che lo riguardano risalgono a 40 anni fa, quando fu invitato da parenti a trascorrere qualche giorno a casa loro, nei pressi di Liegi. “Attraversando la camera di uno dei ragazzi della famiglia, ho in effetto toccato le sue parti intime due volte, cosa che l’ha svegliato e colpito. È stato chiaramente un atto inconsiderato e irresponsabile”, ha detto Houtart rispondendo da Quito (Ecuador), dove si trova, alle domande del quotidiano. (OS)

Per la Chiesa cattolica il 2010 è stato un anno duro, segnato dallo scandalo degli abusi sessuali commessi da preti sui minori. Ma con l’invito a un ”rinnovamento profondo” della Chiesa e con diversi gesti importanti come, tra gli altri, quello di incontrare le vittime, Benedetto XVI ha indicato ”la direzione giusta” per superare questo ”dramma”. È quanto afferma padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, in una intervista alla Radio Vaticana in cui traccia un bilancio dell’anno trascorso. ”Il problema di quest’anno – afferma padre Lombardi – non è del tutto nuovo. In Paesi come gli Stati Uniti si era posto già una decina di anni fa con grande intensità. Anche in Irlanda il problema risale agli anni passati e, nel corso del 2009, era già stato affrontato dal Papa, insieme ad alcuni vescovi irlandesi: il Papa aveva annunciato la sua lettera ai cattolici d’Irlanda su questo tema. È vero, però, che nel corso di quest’anno il problema si è posto con forza anche in altri Paesi europei e questo ha suscitato notevole reazione e sconcerto. Il Pontefice ha fatto molti atti e molti interventi, che sono stati esemplari, su come affrontare, e con quale spirito, questo problema. Ha dimostrato – continua Lombardi – con l’ascolto delle vittime in varie occasioni un atteggiamento di prontezza ad ascoltare, a capire, a partecipare alla sofferenza. Ha invitato in molti casi la Chiesa a un rinnovamento profondo: ricordiamo il discorso finale dell’Anno sacerdotale che ci ha toccato tutti molto profondamente. Ha poi anche incoraggiato concretamente tutti quelli che si impegnano nel campo della prevenzione, del risanamento di queste ferite”. ”Siamo quindi – osserva padre Lombardi – nella giusta direzione per superare il dramma di questo scandalo, che ha ferito profondamente tante persone, ma che deve essere preso come occasione per un rinnovamento, per una capacità di ascolto, per una riflessione in profondità su tutti i temi. Non solo, dunque, sul tema della santità sacerdotale, ma anche sui temi della sessualità e del rispetto della persona nel mondo di oggi, dove tante volte questo rispetto manca proprio per quanto riguarda la dimensione della sessualità e dell’affettività”. ”Da questo grande dramma – auspica quindi il portavoce vaticano -, io spero possa venire per la Chiesa un impulso di rinnovamento e anche di impegno su frontiere più approfondite per un servizio alla dignità della persona umana, alla santità della vita”. (Y43)

«L’arresto prima e la pesante condanna poi, senza neppure la concessione degli arresti domiciliari, di don Domenico Pezzini ha creato grande sorpresa, molto turbamento e sofferenza tra quanti condividono un nuovo approccio al rapporto tra fede cristiana e persone omosessuali». Lo afferma una nota di “Noi siamo Chiesa”, sigla del dissenso cattolico che da tempo collaborava con Pezzini «per favorire la piena accoglienza e la pari dignità di gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e transgender nella Chiesa e nella società. Un obiettivo – sottolinea la nota – che mantiene, ora più di prima, la sua urgenza». Ovviamente, l’organizzazione «spera che il processo d’appello dichiari la piena innocenza di don Pezzini, ma – si legge nel comunicato diffuso oggi – allo stato delle cose sulla base della sentenza di primo grado, Noi siamo Chiesa, insieme a un sincero sentimento di vicinanza nei confronti di don Domenico, non può che contestualmente esprimere la propria deplorazione e la propria ferma condanna nei confronti dei fatti, così come fino a ora accertati, e la propria piena solidarietà alla vittima dei comportamenti criminosi che, secondo il Tribunale, sarebbero stati posti in essere». (Siz)

Le vittime degli abusi sessuali commessi da preti potrebbero essere risarcite dalla Chiesa belga come quelle che patiscono i danni causati da un’inondazione. Con questo paragone quanto meno azzardato, il primate del Belgio, mons. Andre’-Joseph Leonard, ha scioccato diversi parlamentari, membri della commissione speciale di inchiesta sulla pedofilia nella Chiesa belga che oggi lo ha ascoltato per diverse ore. ”La Chiesa cattolica potrebbe, liberamente, partecipare con altre parti della società, a costituire un fondo di solidarietà, non perché sia tenuta giuridicamente a farlo, ma perché c’è un dovere di solidarietà con tutte le vittime, di inondazioni, di epidemie, ma anche di abusi sessuali”, ha detto Leonard, primate del Belgio. ”Lei fa della provocazione, comparando le vittime di catastrofi naturali a quelle dei preti pedofili”, ha reagito tra gli altri il deputato ecologista fiamminga Stefaan Van Hecke, dichiarandosi ”profondamente scioccato”. (OS)

Lo scandalo degli abusi sessuali su minori ha rafforzato la Chiesa cattolica tedesca: lo ha detto il presidente della Conferenza episcopale tedesca, l’arcivescovo Robert Zollitsch, durante un’intervista all’agenzia di stampa Dpa. ”Ho l’impressione che adesso la Chiesa sia aperta e basata sulla realtà”, ha detto Zollitsch. ”Con gli abusi ci siamo trovati, come Chiesa, in una crisi profonda”, ha proseguito, sottolineando che ”il processo di pulizia ci ha reso più liberi”. Il capo della Chiesa tedesca si è quindi detto soddisfatto della gestione dello scandalo: ”Guardando le cose in retrospettiva, devo dire che la Conferenza episcopale ha fatto un buon lavoro su questo tema”, ha commentato, sottolineando che le linee guida della Chiesa per la prevenzione degli abusi sono state rafforzate e che è stata fatta una ”coerente e onesta” valutazione dei singoli casi. Su quest’ultimo punto, l’incaricato della Conferenza episcopale tedesca e vescovo di Treviri, Stephan Ackermann, ha detto ieri al quotidiano Main Post di Wurzburg (Baviera) che la Chiesa cattolica tedesca è pronta a risarcire le 432 vittime di abusi da parte di religiosi che finora si sono presentate. I criteri e le dimensioni del risarcimento, ha spiegato, dovranno essere chiariti nell’ambito degli incontri tra rappresentanti delle vittime e organizzazioni coinvolte civili e religiose, avviati dal governo tedesco. (CB)

L’arcivescovo belga Andre’-Joseph Leonard ha prospettato la possibilità di riconoscere un indennizzo ”realistico e giusto”, da parte della Chiesa, alle vittime dei preti pedofili. Lo ha detto lo stesso Leonard durante un’audizione al Parlamento di Bruxelles. La questione, ha precisato Leonard, è ”molto complessa” e spetta alle autorità civili prendere la decisione. Secondo monsignor Leonard, è di loro competenza stabilire l’ammontare dei danni subiti da chi ha subito le violenze e quali siano le responsabilità di una istituzione non direttamente coinvolta nei crimini commessi dai preti. Davanti ai parlamentari della commissione per gli abusi sessuali della Camera dei deputati belga, l’arcivescovo ha quindi auspicato che la decisione sugli indennizzi sia ”realistica e giusta” e improntata a un ”autentico senso di solidarietà” rispetto alle vittime e alle responsabilità effettive. La commissione parlamentare sugli abusi sessuali è stata creata dopo che nei mesi scorsi sono state raccolte le testimonianze di circa 500 persone che hanno denunciato di aver subito violenze, durante la loro gioventù, da parte di personale ecclesiastico. (TI)

Il cardinale belga Godfried Danneels ha negato di avere voluto nascondere gli scandali della pedofilia che hanno sconvolto la chiesa del Belgio, esprimendo anzi il proprio ”orrore” per i fatti denunciati, durante un’audizione davanti alla Commissione parlamentare speciale per gli abusi di pedofilia commessi in seno alla Chiesa belga. ”Non c’è stata la volontà di nascondere”, ha dichiarato l’alto prelato, presidente della Conferenza episcopale dei vescovi del Belgio, dal 1979 al 2009. ”Voglio qui esplicitamente riconoscere ed esprimere tutto il il mio orrore per ciò che hanno subito le vittime da parte di servitori della Chiesa”, ha aggiunto Danneels, 77 anni, durante l’interrogatorio durato quattro ore. L’ex primate del Belgio ha assicurato di avere cercato di gestire ”i problemi in modo serio e strutturale” in particolare dopo la rivelazione dei crimini commessi dal mostro pedofilo Marc Dutroux. Ha invece glissato sull’ipotesi che la Chiesa risarcisca le vittime. ”Questa decisione sarà presa nelle prossime settimane dalla conferenza dei vescovi, della quale io non faccio più parte”, si è giustificato. La questione sarà girata quindi al suo successore, il vescovo Andre’-Joseph Leonard, che sarà ascoltato domani mattina dalla stessa Commissione. Ad accusare le gerarchie della chiesa belga è in particolare l’ex sacerdote Rik Deville’, fondatore dell’associazione dei diritti dell’uomo nella Chiesa, che ha raccolto denunce di 427 vittime dei preti pedofili in Belgio. Primo ad essere ascoltato dalla Commissione speciale, Deville’ ha affermato di aver sempre informato delle denunce i vescovi o i superiori, ma che centinaia di dossier non hanno poi avuto alcun seguito. Per Deville’, ”la Chiesa ha tollerato gli abusi in Belgio e li ha facilitati”.(OS)

La Chiesa cattolica di Germania ha offerto riparazioni in denaro per le 432 vittime di abusi da parte di religiosi che finora si sono presentate, secondo quanto scrive oggi il quotidiano Main Post di Wuerzburg, in Baviera. L’incaricato della conferenza episcopale tedesca e vescovo di Treviri, Stephan Ackermann, ha detto al giornale che la Chiesa è pronta a tale passo inteso però esplicitamente non come riparazione bensì come riconoscimento per i torti subiti. I criteri e le dimensioni del risarcimento dovranno però essere chiariti nell’ambito degli incontri tra rappresentanti delle vittime e organizzazioni coinvolte civili e religiose, avviati dal governo tedesco. ”Sarà un tema difficile, ma dovremo affrontarlo”, ha detto Ackermann, secondo il quale la Chiesa non intende costituire un fondo finanziario per questa operazione. Le vittime per prima cosa dovranno ricevere il riconoscimento materiale direttamente dal responsabile degli abusi, poi sarà la volta delle istituzioni dove questo è avvenuto. ”Dalla Chiesa, se questo è avvenuto nella Chiesa, e cioè dalla diocesi coinvolta. Dall’associazione sportiva, se l’abuso è avvenuto nell’associazione sportiva. Prima però tutte le istituzioni coinvolte devono dichiararsi pronte a pagare” ha detto Ackermann. I risarcimenti sono solo parte di un piano generale presentato dalla Chiesa cattolica negli incontri organizzati dal governo, comprendente anche misure per prevenire il ripetersi di questi abusi, nonché un fondo per coprire le spese di interventi terapeutici e casi di grave necessità. Al telefono della sua diocesi fino alla fine di novembre sono arrivare 3.500 telefonate, tra esse c’erano 432 persone che hanno subito abusi da parte di sacerdoti e monaci. ”Le dimensioni di questo fenomeno è stato e resta uno shock”, ha detto Ackermann. (XST)

L’autore di una guida alla pedofilia è stato arrestato in Colorado ed estradato in Florida per essere processato. Philip Graves II sara’ processato in Florida perché è qui che agenti hanno acquistato il manuale – intitolato “Guida del Pedofilo all’Amore e al Piacere” – spedito direttamente dall’autore con tanto di autografo. ”Questo libro e’ disgustoso. E’ un manifesto su come abusare sessualmente dei bambini”, ha commentato lo sceriffo Grady Judd. Lo sceriffo della Florida è entrato in azione dopo essere venuto a conoscenza della esistenza del manuale (che era stato messo in vendita su amazon.com, ndr vedi qui) e del fatto che nessuno aveva incriminato l’autore. ”C’e’ qualcosa di profondamente sbagliato – ha detto lo sceriffo – in una società dove i molestatori di bambini possono scrivere un libro su come abusare sessualmente dei minorenni”. (DI)