Ipse dixit: Chiesa, baciapile e pedofilia. Piccola galleria di orrori quotidiani

Pubblicato: 29 ottobre 2010 in Chiesa e pedofilia

Monsignor Girotti: Assolvere i pedofili pentiti ma non chi abortisce

Un penitente che si è macchiato del peccato di pedofilia, «se è pentito sinceramente» lo si assolve, mentre l’aborto viene considerato dalla Chiesa «un peccato riservato, speciale». Monsignor Gianfranco Girotti, Reggente della Penitenzieria del Vaticano, in un’intervista al Messaggero, spiega il sacramento della penitenza. Nel caso che un prete accolga le confessioni di un penitente pedofilo, il confessore «non solo non può imporgli l’autodenuncia ma non può nemmeno recarsi da un magistrato per denunciarlo». Inoltre, «dinanzi a casi di persone consacrate – aggiunge Girotti – soggette a disordini morali costanti e gravi, il confessore, dopo aver senza successo messo in atto tutti i tentativi per ottenere l’assoluzione, consiglierà di abbandonare la vita ecclesiastica». Nel caso dell’aborto, il monsignore sottolinea che «viene considerato un peccato riservato, speciale». «La Chiesa vuole tutelare al massimo la vita della persona più debole, più fragile – conclude – e cosa c’è di più inerme di una vita che è in divenire e non è ancora nata?».  Ansa, 11 marzo 2010

 

Pedofilia, l’esorcista Amorth a Canale5: Attacchi al Papa opera di Satana

«Gli attacchi al Papa sono suggeriti dal demonio». A parlare a News Mediaset, l’agenzia di notizie tv del Gruppo Mediaset, è padre Amorth, 85 anni famoso esorcista in tutto il mondo. Riferendosi a quanto scritto in questi giorni sul New York Times, padre Amorth dichiara a News Mediaset: «Gli attacchi di questi giorni a Papa Benedetto XVI sui casi di pedofilia sono suggeriti dal demonio….su questo non c’è dubbio…suggeriti dal demonio. Perché essendo un Papa meraviglioso, degno successore di Giovanni Paolo II, allora cercano, tramite il diavolo, di prendersela con lui». Il famoso esorcista dice anche la sua sulla pedofilia nella Chiesa, affermando che il demonio «usa» i preti per colpire la Chiesa stessa: «Il demonio ce l’ha con la Chiesa, ce l’ha a morte con la Chiesa, perché la Chiesa è la madre dei santi. Combatte la Chiesa attraverso gli uomini di Chiesa, però con la Chiesa non ha niente da fare». Padre Amorth infine non si mi meraviglia se i preti cadono in tentazione perché «il demonio tenta gli uomini di Chiesa e quindi non dobbiamo meravigliarci se anche i sacerdoti, pur essendo pieni di aiuti divini, della preghiera e dei sacramenti, cadono nella tentazione. Anche loro vivono nel mondo e quindi posso cadere come uomini di mondo». Ansa, 28 marzo 2010

 

Benedetto XVI: Pedofili e consumismo corrompono sogni dei giovani

Giù le mani dai bambini, non permettiamo che adulti senza scrupoli facciano loro del male e li privino dei sogni, proteggiamo la sacralita’ del corpo. Il Papa lancia l’allarme per i giovani e bambini spesso «vittime della corruzione dell’amore, ingannati da adulti senza scrupoli», attirati «nei vicoli senza uscita del consumismo», in cui «anche le realtà più sacre, come il corpo umano, diventano oggetti di consumo, e questo sempre più spesso, già nella preadolescenza». Non specifica oltre, anche se le sue parole allarmate fanno pensare alla tragedia della pedofilia che ha colpito la Chiesa anche al suo interno, oltre che alla cultura del consumismo sfrenato. Benedetto XVI ha espresso le sue parole accorate durante l’Angelus recitato dalla finestra del suo studio davanti ad alcune migliaia di persone, partendo dalla riflessione sulla figura di madre che e’ stata la Madonna. «Che grande dono avere per madre Maria Immacolata», ha commentato. «Penso ai giovani di oggi, cresciuti in un ambiente saturo di messaggi che propongono falsi modelli di felicità: questi ragazzi e ragazze rischiano di perdere la speranza perché sembrano spesso orfani del vero amore, che riempie di significato e di gioia la vita». «Non poche esperienze – ha proseguito – ci dicono purtroppo che gli adolescenti, i giovani e persino i bambini sono facili vittime della corruzione dell’amore, ingannati da adulti senza scrupoli i quali, mentendo a se stessi e a loro, li attirano nei vicoli senza uscita del consumismo: anche le realtà più sacre, come il corpo umano, tempio del Dio dell’amore e della vita, diventano così oggetti di consumo; e questo sempre più presto, già nella preadolescenza. Che tristezza – ha infine esclamato – quando i ragazzi smarriscono lo stupore, l’incanto dei sentimenti più belli, il valore del rispetto del corpo, manifestazione della persona e del suo insondabile mistero».  Ansa, 8 dicembre 2007

 

Pedofilia, il teologo Hans Kung: Ratzinger ha nascosto informazioni

Papa Benedetto XVI ha tenuto nascoste in passato importanti informazioni sui casi di abusi sessuali su minori nella Chiesa: l’accusa arriva dal teologo riformista svizzero, Hans Kung, 82 anni, che già la settimana scorsa aveva esortato il Pontefice a fare “mea culpa”’ su questi episodi di violenza. «Non c’era nessun altro uomo, in tutta la Chiesa cattolica, che sapeva così tanto sui casi di abusi sessuali – ha detto Kung a un’emittente televisiva svizzera – e certamente ex officio, in virtù della sua carica». Il riferimento, ha precisato l’ufficio di Kung, è al De delicti gravioribus, una lettera del 18 maggio 2001 inviata dall’allora cardinale Joseph Ratzinger – nella sua veste di presidente della Congregazione per la dottrina della fede – ai vescovi di tutta la Chiesa cattolica. Nella missiva, ha spiegato il teologo, agli alti prelati veniva chiesto di passare a Ratzinger tutte le informazioni sui casi di abusi sessuali. Quindi, il Papa «non puo’ solo puntare il dito contro i vescovi», ha commentato il teologo sottolineando che «lo stesso» Benedetto XVI «ha dato le istruzioni quando era capo Congregazione della fede e di nuovo come Papa». Ansa, 24 marzo 2010

 

Pedofilia, Bagnasco: Peccato aberrante, relativismo ne è la causa

«Le pedofilia è sempre qualcosa di aberrante e, se commessa da una persona consacrata, acquista una gravità morale ancora maggiore»: è quanto ha affermato il presidente della Cei, cardinal Angelo Bagnasco, commentando la lettera del papa alla Chiesa irlandese, oggi durante il discorso di apertura del Consiglio episcopale permanente, il parlamentino dei vescovi italiani. «Per questo, insieme al profondo dolore e ad un insopprimibile senso di vergogna, noi Vescovi – ha aggiunto – ci uniamo al Pastore universale nell’esprimere tutto il nostro rammarico e la nostra vicinanza a chi ha subito il tradimento di un’infanzia violata». «Dobbiamo in realtà tutti interrogarci, senza più alibi ha però proseguito – a proposito di una cultura che ai nostri giorni impera incontrastata e vezzeggiata, e che tende progressivamente a sfrangiare il tessuto connettivo dell’intera società, irridendo magari chi resiste e tenta di opporsi». «È l’atteggiamento – ha denunciato – di chi coltiva l’assoluta autonomia dai criteri del giudizio morale e veicola come buoni e seducenti i comportamenti ritagliati anche su voglie individuali e su istinti magari sfrenati». L’esasperazione «della sessualità sganciata dal suo significato antropologico, l’edonismo a tutto campo e il relativismo che non ammette né argini né sussulti fanno un gran male perché capziosi e talora insospettabilmente pervasivi», ha rimarcato infine Bagnasco. Ansa, 22 marzo 2010

 

Pedofilia, Buttiglione (Udc): C’è un disegno che parte da lontano

Per il presidente dell’Udc, Rocco Buttiglione, oggi a Treviso per un incontro elettorale, sugli scandali legati alla pedofilia negli ambienti religiosi «c’è un disegno che parte da lontano, si cerca in ogni modo di colpire la chiesa e di coinvolgere il Papa». «Detto questo – ha aggiunto – la pedofilia è una cosa orribile, anche un solo prete pedofilo è di troppo. Ma non dimentichiamo che, purtroppo, i casi di pedofilia non ci sono solo fra i preti e che non risulta – ha concluso Buttiglione – che il problema sia più diffuso in ambiente ecclesiastico che in altri ambienti». Ansa, 26 marzo 2010

 

Pedofilia, Volonté (Udc): La Chiesa è un capro espiatorio

«Molti quotidiani internazionali e taluni Governi hanno preso di mira il Papa, il Vaticano e tutti i sacerdoti cattolici, per “lavare” la propria deplorevole assenza di azioni contro pedofilia e pedopornografia. Alle stravaganze dell’Oregon si aggiunge la Svizzera, tutti contro l’unico capro espiatorio: la Chiesa Cattolica». Lo dice Luca Volonté (Udc). «È intollerabile questa campagna a senso unico contro il Papa e la Chiesa – aggiunge l’esponente dell’Udc – che sono, da sempre, i più fermi e trasparenti nemici della pedofilia. Da Der Spiegel al New York Times, nessuna di queste testate ha mai dedicato inchieste, dossier, campagne contro pedofilia e pedopornografia. C’è da chiedersi – ha concluso – la ragione di tale dimenticanza colpevole verso crimini e mafie internazionali con fatturati da capogiro». Ansa, 28 marzo 2010

 

Pedofilia, Ali Agca: Chiedo le dimissioni di Benedetto XVI

La voglia di protesta contro Benedetto XVI e la Chiesa cattolica, accusata di aver coperto per anni gli abusi dei preti pedofili, ha contagiato anche Mehmet Ali Agca, il turco che il 13 maggio 1981 sparò a Giovanni Paolo II in piazza San Pietro, il quale oggi ha chiesto «le dimissioni di Ratzinger dopo lo scandalo sulla pedofilia». Agca – che è uscito di prigione lo scorso 18 gennaio dopo nove anni e sette mesi trascorsi in carcere per l’omicidio di un noto giornalista turco nel 1979 – ha fatto le sue dichiarazioni all’Ansa dopo una conferenza stampa a Istanbul. «Chiedo che venga eletto un nuovo Papa – ha detto l’ex Lupo grigio -. Potrebbe andar bene un cardinale italiano o latino-americano, insomma da un Paese che da secoli non ha mai avuto un Papa». Ansa, 29 marzo 2010

 

Pedofilia, Cardinal Kasper: Attacco alla Chiesa oltre ogni lealtà

«Come Gesù aveva i suoi nemici anche noi, i cristiani, e la Chiesa ha sempre nemici, non solo oggi ma anche in passato, in ogni secolo e così sarà anche nel futuro. In questi giorni, nei quali non solo il Papa ma tutta la Chiesa, e così ogni fedele cioè ognuno di noi, è frontalmente attaccato e denunciato da alcuni influenti mass media in un modo che oltrepassa ogni lealtà e anche ogni verità, lo sentiamo di nuovo». Lo ha detto il cardinal Walter Kasper, presidente del pontificio consiglio per la Promozione dell’Unità dei cristiani, celebrando una messa a Roma con implicito riferimento ai casi dei pedofilia nella Chiesa emersi, in Europa e negli Stati Uniti, nelle ultime settimane. Il porporato ha inoltre rilevato che «la Chiesa oggi ha bisogno di una umile pulizia interna da sporcizie inaccettabili e noi tutti ne abbiamo bisogno, ognuno nel suo modo. Però, se ci convertiamo e ci purifichiamo, la Chiesa alla fine uscirà dalla crisi attuale rinnovata, più splendida e bella». Ansa, 29 marzo 2010

 

Pedofilia, Vaticano: Mito che il Papa possa sapere tutto

L’idea che il Papa possa sapere quel che fa ciascun prete «è un mito» mentre le accuse di insabbiamento rivolte al Vaticano sono «false e ingiustificate»: lo ha detto alla AbcNews monsignor Charles Scicluna, promotore di Giustizia della Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede, il religioso che supervisiona tutte le denunce sui casi di pedofilia nella Chiesa. La rete tv americana ha intervistato anche il portavoce vaticano, Padre Federico Lombardi: «Abbiamo veramente capito che crimine e peccato terribile sia l’abuso sessuale di minori e faremo tutto quello che è necessario per evitarlo in futuro». Ansa, 29 marzo 2010

 

Pedofilia, Binetti: Facciamo silenzio almeno a Pasqua

«Non cessano neppure in questa vigilia di Pasqua gli attacchi alla Chiesa e l’onda di sospetto proiettata sui suoi sacerdoti. Anche la Chiesa ambrosiana sembra coinvolta in una operazione che cerca di screditare una antica realtà di grande impegno sul piano educativo e nella infinita varietà delle opere di misericordia che tanti religiosi dei più diversi ordini e tanti sacerdoti mettono da secoli al servizio della comunità non solo in Lombardia, ma nel mondo intero». Lo sottolinea Paola Binetti dell’Udc. «Colpisce – spiega – questo accanimento che si riversa su di una delle Istituzioni che restano comunque tra le più amate al mondo non solo tra i cristiani, ma tra tutti gli uomini di buona volontà, capaci riconoscere il bene quando lo incontrano nel servizio alle persone malate, ai più poveri, a quanti si trovano a qualsiasi titolo in stato di fragilità e in condizioni di bisogno». «Nessuna altra organizzazione al mondo ha mai fatto tanto per tante persone, vivendo quella creatività nella carità che è il segno distintivo della nostra cultura e della nostra tradizione cristiana. Colpisce davvero – prosegue – questa acredine che partendo da alcuni casi, tutti da dimostrare e da verificare, si dilata fino a coinvolgere la chiesa nella sua generalità, senza neppure provare a fare gli opportuni distinguo e a sottolineare comunque l’infinita ricchezza del servizio svolto da tanti e tanti sacerdoti». «L’umanità del sacerdote convive strettamente con la grazia del suo ministero e genera tesori infiniti di misericordia, come ha certamente colto chi ieri si è avvicinato alle funzioni della settimana santa e ha ascoltato attraverso le omelie l’accorato appello di Benedetto XVI a pregare per la santità dei sacerdoti e a ringraziare Dio per il dono del sacerdozio. Sarebbe opportuno che nella intensità di queste giornate di Pasqua tutti comprendessimo meglio proprio questo dono e sapessimo esprimere la nostra gratitudine, distinguendo bene tra le colpe accertate o ancora da accertare, e gli infiniti meriti del sacerdozio, tanto più quando si tratta di un sacerdozio così generoso come quello ambrosiano». Ansa, 2 aprile 2010

 

Pedofilia, Vian (Osservatore Romano): Critiche al Papa un modo per vendere giornali

I continui attacchi a Benedetto XVI sulla crisi dello scandalo della pedofilia sono solo «parte di una campagna dei media per vendere giornali». Lo ha detto il direttore dell’Osservatore Romano Giovanni Maria Vian parlando oggi con i giornalisti della stampa estera a Roma. Tra i motivi dei continui attacchi al pontefice, Vian ha evidenziato quelli economici. «I media, non solo in Italia, sono in declino. Le loro vendite sono in calo. Questo tipo di notizie aiuta a vendere. I giornalisti sanno che le storie di sesso vendono», ha affermato il direttore vaticano. Che ha poi ribadito come per il papa e per la Chiesa «la prima preoccupazione deve essere per le vittime» degli abusi. «Pensare che ci sia un complotto è ridicolo», ha aggiunto Vian, il bisogno di vendere giornali è la prima chiave per capire questa campagna» contro la Chiesa. Che, ha ammesso il direttore dell’Osservatore, dal punto di vista della comunicazione ha avuto qualche problema nel far fronte agli attacchi dei media. «Stiamo cercando di migliorare giorno dopo giorno», ha precisato, assicurando che «il Papa è ben informato di tutto e che nulla gli è stato nascosto. Lui scrive a mano – ha concluso – ma è un grande comunicatore». Ansa, 12 aprile 2010

 

Pedofilia, Avvenire: Vero affare per studi legali Usa

Il caso-pedofilia che ha coinvolto la Chiesa cattolica negli Usa è «un autentico affare» per gli studi legali che arrivano ad incassare fino al 50% dell’indennizzo, secondo una prassi che ha reso «gli Stati Uniti ostaggio degli studi legali». È il dato centrale di un’inchiesta annunciata da Avvenire, dedicata, da domani, alla Chiesa negli Usa. «Senza voler sminuire la portata del fenomeno», si legge in un comunicato, l’inchiesta vuole «capire coincidenze ed evoluzioni a catena che il fenomeno ha assunto negli ultimi tempi agli occhi dell’opinione pubblica». «Gli avvocati – afferma il comunicato – stanno conducendo una vera e propria offensiva legale ed economica, appoggiati dai principali quotidiani, che ha come bersaglio l’istituzione più strutturata della società statunitense, dotata di un’organizzazione finanziaria ben definita, tale da renderla vulnerabile ai loro attacchi». Ansa, 6 giugno 2002

 

Vaticano, Bertone: Pochi casi tra i preti

La pedofilia è una malattia che ha coinvolto anche alcuni ministri della Chiesa, ma si tratta di «un’infima minoranza». Lo ha detto monsignor Tarcisio Bertone, segretario della Congregazione dottrina della fede. «Alcuni ministri della Chiesa che per vocazione hanno l’obbligo di presentare con forza l’insegnamento cristiano, hanno tradito quell’insegnamento – ha detto il prelato, nel corso della presentazione del libro di monsignor Piero Monni, “L’arcipelago della vergogna” – e la congregazione della dottrina recentemente ha preso provvedimenti con sanzioni severissime». Negli Stati Uniti, ha aggiunto, «si tratta di un centinaio di preti sulle decine di migliaia presenti e lo stesso Pontefice si è detto scosso nel profondo per i peccati dei nostri fratelli e ha condannato severamente il fenomeno». Ansa, 27 maggio 2002

 

Pedofilia, Usa: 111 vescovi (su 178) chiusero occhio su molestie

Due terzi dei vescovi cattolici americani hanno permesso a preti pedofili di continuare a lavorare nelle diocesi, pur essendo a conoscenza delle accuse nei loro confronti. È il devastante panorama di un’inchiesta del “Dallas Morning News” pubblicato alla vigilia del vertice della Conferenza Episcopale Americana che, proprio nella città texana, dovrebbe decidere una politica comune per far fronte allo scandalo degli abusi sessuali da parte del clero. Almeno 111 dei 178 vescovi cattolici hanno protetto preti o monaci molestatori, ha denunciato il quotidiano di Dallas: tra questi gli otto cardinali che guidano le arcidiocesi americane, vescovi di almeno 40 stati e la maggior parte degli alti prelati autori del documento anti-pedofilia che dopodomani sarà messo ai voti della Conferenza. È l’ultima, traumatica rivelazione in uno scandalo che da gennaio ha messo in ginocchio la Chiesa Cattolica americana portando molte diocesi sull’orlo della bancarotta: ancora ieri, in extremis prima dell’apertura dei lavori, due alti prelati hanno annunciato le dimissioni. James Williams, l’arcivescovo di Lexington in Kentucky, si è fatto da parte dopo esser stato accusato di molestie sessuali da un ex chierichetto, mentre a New York il vescovo ausiliario James McCarthy ha confessato rapporti intimi con alcune donne e ha lasciato l’incarico. Un segno della gravità del momento è che, a differenza di altre riunioni della Conferenza Episcopale, questa sarà dedicata esclusivamente al tema della pedofilia: da quando lo scandalo è esploso a Boston in gennaio oltre 200 sacerdoti sono stati messi alla porta. E se la percentuale dei preti molestatori appare ancora bassa di fronte alla massa dei 46.000 sacerdoti americani, la crisi di immagine che ne è risultata ha proporzioni epiche: secondo un sondaggio della Abc, a causa dello scandalo sono ora meno della metà gli americani, il 47 per cento degli interpellati, con un’opinione positiva della Chiesa di Roma. Ansa, 12 giugno 2002

 

Pedofilia, studio Usa: 4450 preti accusati di oltre 11mila molestie in 50 anni

Tra il 1950 e il 2002, negli Stati Uniti ci sono stati 4.450 casi di preti cattolici accusati di molestie sessuali sui minori. È quanto è emerso in una ricerca condotta da un centro di studi criminali di New York, commissionata dalla Conferenza episcopale degli Usa. Lo studio sarà pubblicato ufficialmente il 27 febbraio, ma la Cnn ha ottenuto in anticipo una copia delle conclusioni. Secondo le anticipazioni, nei 50 anni presi in esame dagli esperti del John Jay College of Criminal Justice, ci sono stati 11.000 casi di accuse di pedofilia contro sacerdoti americani. Il 78% delle vittime risultano essere stati ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, il 16% tra gli 8 e i 10 anni e il 6% minori di 7 anni. Stando alla ricerca, il 3% dei 4.450 preti che sono stati al centro di sospetti avevano sulle spalle 10 o più accuse: si tratta di 147 sacerdoti che potrebbero aver molestato circa 3.000 minori. La Chiesa cattolica americana è da due anni al centro dello scandalo della pedofilia dei sacerdoti esploso nell’arcidiocesi di Boston e che poi si è allargato a tutto il paese. La ricerca storica sui casi avvenuti negli ultimi 50 anni, sui quali la gerarchia ecclesiastica è accusata di aver steso per troppo tempo un velo, fu decisa tra i provvedimenti presi dalla Conferenza episcopale degli Usa per garantire maggiore trasparenza nella gestione del fenomeno. Lo studio del John Jay college andrà ad unirsi ad una ricerca sulle cause e il contesto nei quali sono avvenuti casi di molestie.  Ansa, 16 febbraio 2004

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