De delictis gravioribus

Pubblicato: 29 ottobre 2010 in Chiesa e pedofilia
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De delictis gravioribus (2001)

Il 18 maggio 2001, con il De delictis gravioribus, la Congregazione per la dottrina della fede ha “rimodulato” il Crimen sollicitationis del 16 marzo 1962. Nel documento, firmato dall’allora cardinale Joseph Ratzinger e dall’arcivescovo Tarcisio Bertone, si legge tra l’altro che tra «i delitti più gravi sia nella celebrazione dei sacramenti sia contro la morale, riservati alla Congregazione per la dottrina della fede» c’è quello «contro il sesto comandamento commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età». E poi ancora, più avanti nel testo: «Ogni volta che l’ordinario o il gerarca avesse notizia almeno verosimile di un delitto riservato [alla Congregazione, ndr] la segnali alla Congregazione per la dottrina della fede». Infine il testo conclude: «Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio». A causa di quella firma, nel gennaio 2005, il tribunale di Houston citò il cardinale Ratzinger a comparire in una causa civile che vedeva la diocesi accusata di “coprire” un prete colpevole di pedofilia. Divenuto capo di Stato, Ratzinger ha avanzato richiesta formale d’immunità al presidente degli Stati Uniti. Richiesta accolta dal governo Usa a settembre dello stesso anno.

Link al documento (versione ufficiale in latino)

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