Chiesa e pedofilia. Non lasciate che i pargoli vadano a loro

Pubblicato: 29 ottobre 2010 in Chiesa e pedofilia
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Perché dopo decenni di silenzio esplode in Europa, nel 2010, lo scandalo della pedofilia nel clero cattolico? Come mai la società civile ha finalmente potuto esprimere sui media tutta la sua indignazione nei confronti delle inaccettabili scuse alle vittime confezionate dalla propaganda vaticana? Questo libro, evidenziando lo stretto rapporto sempre esistito nei secoli tra Chiesa cattolica e pedofilia, ricostruisce sin dalle origini la storia dei crimini e indaga la matrice culturale dell’idea perversa che l’atto pedofilo non è una violenza perché il bambino, in quanto privo di razionalità, non sarebbe un essere umano. Un’idea che, a partire da Platone e Aristotele, rielaborata da Paolo di tarso e Agostino d’Ippona, ha trovato sponda prima nell’Illuminismo e poi nel pensiero di Freud e Foucault. Si scopre così che il fenomeno “pedofilia” non è mai stato analizzato a fondo e che dietro l’impunità dei preti violentatori, garantita da quell’omertà delle gerarchie ecclesiastiche riconosciuta anche da Benedetto XVI durante il viaggio pastorale in Gran Bretagna, c’è una netta complicità tra ideologie apparentemente inconciliabili. Con un linguaggio giornalistico chiaro ed efficace, avvalendosi dei pareri di esperti e dello studio di un gran numero di testi e di documenti, Federico Tulli propone la sua ipotesi: si sta forse radicando, nel pensiero comune, quel salto di paradigma scientifico e culturale che porta a u nuovo modo di intendere la nascita, il bambino, l’essere umano?

I crimini sui bambini? Una storia millenaria

Questo libro ricostruisce una cronaca terribile e dolorosa», afferma nella prefazione lo storico Adriano Prosperi. È un forte atto di accusa contro «il silenzio, le attenuazioni, le coperture, le mezze misure che hanno circondato in Italia la speciale questione criminale dei preti pedofili». Omertà e complicità delle gerarchie ecclesiastiche. Impunità dei preti. «Ancora una volta il peso storico e culturale della Controriforma e la presenza dei vertici della Chiesa nel nostro Paese – spiega lo studioso della Normale di Pisa – hanno creato quel particolare clima di minimizzazione, di untuosa devozione, di abitudine all’insabbiamento che è abituale da noi nelle questioni criminali che sfiorano il mondo vaticano». «Il problema – aggiunge – è l’esistenza di una legislazione ecclesiastica plurisecolare esclusiva della Chiesa cattolica che ha trasformato il delitto in peccato e ha creato un sistema grazie al quale il delinquente, se prete o frate, ha potuto contare su procedure segrete, morbide e accoglienti, tali da permettergli di reiterare il crimine facendosene assolvere come da un peccato o subendo tutt’al più qualche provvedimento disciplinare».

«La pedofilia è l’annullamento della realtà umana del bambino. È la violenza più efferata e inaccettabile: sotto c’è una pulsione omicida – sottolinea a sua volta lo psichiatra Massimo Fagioli, intervistato da Tulli, insieme ad altri esperti a conclusione del saggio -. Ma c’è un’altra cosa criminale. Il clero rivendica una propria legislazione, sottraendo i preti pedofili alle norme dello Stato. Hanno una nazione per conto loro, in cui tutti i rapporti sociali devono essere regolati come nel Medioevo e la legge da rispettare è quella della Bibbia. Si arrogano il diritto di essere gli insegnanti della morale. Dovremmo affidare a loro i bambini? A persone che si autoproclamano educatori, quando in realtà sono delinquenti che violentano e ammazzano? Non è una storia di ora, ma una storia di duemila anni. Però ancora oggi loro sono gli educatori, quelli che assistono lo sviluppo del bambino. Una criminale ipocrisia».

 

 

L’ASINO D’ORO edizioni srl – via Saturnia 14 – Roma – info@lasinodoroedizioni.it – www.lasinodoroedizioni.it

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